Recensioni

Diaframma – Siberia Reloaded 2016

Fortunato Mannino

Il giusto approccio all’album, ammesso che esista, è considerarlo dalla nuova prospettiva.

Quando ho saputo dell’uscita di Siberia Reloaded 2016 dei Diaframma, mi ero ripromesso di non scriverne. La curiosità, alla fine, ha avuto il sopravvento e prima di ascoltarlo mi sono imposto di non fare paragoni. Ma la strada che porta all’inferno è lastricata di buone intenzioni e… non sono riuscito a mantenere neanche quest’ultimo proposito.
Il problema, al di là di quelle che potevano essere le miei intenzioni, è intrinseco al progetto stesso. Un Siberia Reloaded 2016 induce, naturalmente, al paragone con quel capolavoro assoluto che è Siberia. Se il disco è firmato Diaframma ci si aspetta, almeno, che i tre quarti dei componenti e non solo Federico Fiumani siano coinvolti nel progetto. Allora le domande che spontaneamente nascono e a cui ho cercato di dare una risposta sono: perché una nuova versione di Siberia? Come approcciarsi nel modo giusto a quest’album? Rispondere alla prima domanda è pressoché impossibile. Posso solo immaginare che Federico Fiumani abbia voluto rivisitare e proporre una sua visione di Siberia, ben conscio delle inevitabili critiche e del fatto che Siberia è Storia. Il giusto approccio all’album, ammesso che esista, è considerarlo dalla nuova prospettiva.
Inutile, secondo il mio modesto parere, perdersi in sterili polemiche o evocare qualcosa che c’è ma non c’è. È una scelta artistica e come tale va considerata. Assodato che si tratti di qualcosa di diverso, possiamo affermare che l’idea di affidare a Giovanni Maroccolo il compito di riempire gli spazi vuoti tra un brano e l’altro, in modo da non interrompere il racconto musicale, è interessante e ben riuscita. Possiamo anche aggiungere, serenamente, che le sei tracce nuove ispirate alle sonorità e agli umori del periodo, che arricchiscono e portano a un’ora e venti la durata dell’album, sono belle.
Il mio giudizio complessivo sull’album credo sia implicitamente chiaro e per questa ragione… mi fermo qui.

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