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Denis Guerini: un disco sottovoce

Annalisa Nicastro

VagheSupposizioniMiscugli di carte casuali e giochi di luce rigorosamente notturna. Vino da bere e foto da guardare. Poi qualcuno passa distratto su dettagli che invece aprono scenari importanti, inimmaginabili, qualcosa di prezioso che fa tornare come bambini. Si gioca di fantasia e di realtà, di emozioni e di sensazioni, di verità supposte tra le righe di sottili di quell’equilibrio tanto cercato tra se stessi e il mondo che ci circonda.
Denis Guerini, classe ’76, torna in scena con un disco dal titolo “Vaghe Supposizioni” pubblicato dalla VOLUME! Records. Un titolo davvero indovinato per rappresentare un concept album dedito all’indagine discreta e passionale della vita e dello stare al mondo. Una scarpa trovata per strada, un amico rivisto dopo anni di cambiamenti, il libero arbitrio di un pensiero costipato in regole e dottrine del costume sociale…e tanto altro…
Denis Guerini ci racconta se stesso in fondo e lo fa con un disco a mio avviso difficile, impegnativo e “mono-tono” (doverose le virgolette e lo spazio per rappresentare letteralmente la parola): non un disco noioso, tutt’altro. Un disco però che raramente ha guizzi di evasione da un mood che sembra restare quello dalla prima all’ultima traccia. Piccole trasgressive variazioni sul tema e poi dritti fino all’ultima traccia (o indizio). Gioco forza la voce, con una “r” francese che affascina o che distrae (ad ognuno il suo), che descrive melodie apparentemente simili e similmente identificabili e collocabili e che mai raggiunge registri espressivi di una certa intensità. Una voce importante soprattutto per quello che narra e che canta. Un lavoro di testi decisamente importante.
Di sicuro “Vaghe Supposizioni” non è un disco per tutti. Fa terra bruciata attorno, si depura dalla sufficente plastificazione del resto e pensa molto poco a ciò che è dovuto e a ciò che si dovrebbe.

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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