Recensioni

Denis Guerini – Dissolvenze

Fortunato Mannino

“di notte/ siamo tutti un po’ più veri/ si vede la luce/ ed il giorno ci nasconde/ dietro un banale apparire”

Ombre, spiriti, anime, energie, non c’è civiltà, o quasi, che non abbia immaginato una vita oltre la morte. Un modo per sconfiggere la paura dell’ultimo istante, un modo per non rassegnarsi alla perdita di una persona cara. C’è chi persino afferma, spesso dietro lauti pagamenti, di riuscire a contattare e comunicare con queste entità. Personalmente, di questo mondo mi affascina solo la Letteratura e l’Arte che intorno ad esso ruota, il resto è, a mio modesto avviso, una semplice questione privata.
Oggi, ormai è palese, scriviamo di fantasmi e ci facciamo accompagnare in questo mondo parallelo da Denis Guerini, cantautore che apprezziamo e seguiamo con interesse ormai da diversi anni.
In Dissolvenze, album uscito alla fine di febbraio, Denis veste i panni di un fantasma e ci offre la visione del reale da una prospettiva nuova. Un escamotage originale che non ha nulla di macabro o di mistico, ma tanto di reale. Denis Guerini è, infatti, uno di quei cantautori a cui piace osservare e cantare le contraddizioni, i dissidi, i comportamenti spesso incomprensibili dell’Uomo. E che il fantasma non sia un’entità, lo chiarisce già nei primissimi versi di Alba Rossa: …e arriverò da te nell’atto del ricordo / la memoria è un fantasma / che abita il luogo del rimorso. Versi che lasciano pochi dubbi su quello che è il messaggio vero dell’album. Un messaggio che trova uno dei sui apici comunicativi ne Il Fantasma Della Disco. In questo brano il fantasma di un DJ cerca di comunicare invano con una massa indifferente impegnata nel ballo di gruppo. Testo drammatico che, non a caso, secondo me, è stato collocato a metà album, e nel quale l’autore ci vuol ricordare che la Vita è altro. È quella che ci si palesa nella solitudine e nel silenzio della notte perché di notte/ siamo tutti un po’ più veri/ si vede la luce/ ed il giorno ci nasconde/ dietro un banale apparire… (da Occhi Accesi).
Sette ballate elettroacustiche dal sapore amaro che invitano alla riflessione e ci confermano la bravura e la raffinatezza di questo Artista.

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