Recensioni

DGP (De Grinpipol) – Elephants

Per orecchie allenate a ritmi potenti e maestosi, al rock più energico, monolitico, coinvolgente

Affermano di essere influenzati da The Strokes, Motorpsycho, Primal Scream, Syd Barrett, Arcade Fire, The Libertines, The Black Lips, Modest Mouse, David Bowie, TV on the Radio, Vampire Weekend, Franz Ferdinand, Klaxons, Foals e in effetti la musica di “Elephants”, ultimo disco dei DGP (De Grinpipol), da Sassari, contiene musica per orecchie allenate a ritmi potenti e maestosi, al rock più energico, monolitico, coinvolgente. Buona testimonianza di ciò, peraltro, forniscono i brani Divine, A wonder is about to start, Something low, Something high (rispettivamente secondo, quinto e settimo brano di questa vigorosa tracklist), dove emergono senza lasciare dubbi di sorta l’amore dei DPG per le sonorità post rock e post punk e particolarmente per l’impronta lasciata da uno dei caposcuola del rock più innovativo e d’avanguardia, il “duca bianco” David Bowie, il cui fantasma fa capolino qua e la, tra i solchi di questo splendido album. Si può d’altro canto oltre ogni legittimo dubbio affermare, parafrasando l’unica canzone cantata in italiano del CD, Quello che importa ma non più di tanto, che nella concretezza dei fatti i DGP non riconoscono in se stessi alcuna mediocrità (le loro canzoni ed il loro modo di suonare sembrano viceversa aspirare ad inserirsi stabilmente nell’agone rock ultranazionale) e sembrano invece avere tutti i numeri per farsi conoscere ancora di più ben oltre gli angusti confini della loro terra e dell’Italia: oltre ad essere stati in passato selezionati tra 160 band per la sezione emergenti di Glastonbury e ad avere collaborato con Jamal Ruhe (Pavement, Flaming Lips) sono stati invitati dal jazzista Paolo Fresu a suonare in una delle edizioni di Time In Jazz.
Negli ultimi due anni, poi, hanno tenuto 150 concerti condividendo il palco con artisti come Placebo, Gogol Bordello, Murder By Death, Julian Cope, Marc Almond, Giant Sand.
Artefici di sonorità e di modalità espressive di tendenza, i DGP (De grinpipol) meritano, a nostro avviso, di raggiungere il loro obiettivo di internazionalizzazione.

About the author

Giovanni Graziano Manca

Giovanni Graziano Manca

Pubblicista, poeta, ha collaborato e collabora alla redazione di numerose riviste cartacee e web scrivendo di musica, poesia, letteratura, cinema ed altro. Ha pubblicato alcuni volumi di poesia (In direzione di mete possibili, Lieto Colle, 2014; Voli in Occidente, Eretica, 2016) e uno di racconti brevi (Microcosmos, Sole, 2013). Vive a Cagliari, meravigliosa città del Mediterraneo.

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