Recensioni

Dave Liebman, Adam Rudolph e Tatsuya Nakatani – The Unknowable

Fortunato Mannino

Tre grandi intitolano il loro album The Unknowable e definiscono la loro collaborazione magica. Cosa può aggiungere di più un cronista!?!

Dave Liebman, Adam Rudolph e Tatsuya Nakatani, se questi nomi vi sono familiari… non c’è bisogno che aggiunga altro, perché avrete già comprato l’album e siete molto competenti. Coloro che non li conoscono avranno già capito che si tratta di tre grandi e se aggiungo che si tratta di una produzione RareNoiseRecords il quadro è pressoché completo. Prima di parlare della loro fruttuosa collaborazione e di un album che, come tutti quelli RareNoiseRecords, è unico, presentiamo brevemente i musicisti: Tatsuya Nakatani percussionista, ha più di 80 album al suo attivo, la sua musica sperimentale concilia elementi di free-jazz con quelli della musica tradizionale giapponese e si avvale di strumenti da lui appositamente sviluppati; Dave Liebman sassofonista di fama mondiale, ha iniziato a suonare con personaggi del calibro di Pete La Roca e Chick Corea (giusto per fare dei nomi), nei primi anni ’70 militava nella band di Miles Davis, leader di innumerevoli band ha avuto molti compagni di viaggio tra cui John Scofield e Billy Hart, in Italia ha il suo Italian Trio (spero che queste poche e scarne righe possano fare da input per i neofiti); Adam Rudolph batterista e percussionista di fama mondiale, anche se il suo genio lo porta ad esplorare tutte le arti, dalla Musica alla pittura, dalla pittura alla fotografia, dalla fotografia alle arti visive, per finire alla scrittura, le sue band più conosciute sono Go: Organic Orchestra e Moving Pictures.
Tre grandi intitolano il loro album
The Unknowable e definiscono la loro collaborazione magica. Cosa può aggiungere di più un cronista!?! Quel poco o nulla che si traduce in particolari e sensazioni. Per quel che riguarda i particolari, a quanto detto, aggiungo che The Unknowable non nasce da un progetto prestabilito ma è frutto di improvvisazioni pure e, soprattutto, grande grande sensibilità. Un flusso di emozioni e sensazioni tradotto in Musica. Loro dicono magico, io aggiungo altri due aggettivi: misterico e panico. La magia è nell’espressività, nella sinergia che i tre artisti dimostrano nell’intraprendere e condividere un viaggio verso l’ignoto, anzi l’insondabile, questa è la traduzione che ritengo più opportuna di The Unknowable. Misterico e panico sono un po’ l’altro aspetto di quest’album, che sembra voler portare l’ascoltatore in una dimensione di completa armonia con il Tutto. Non a caso Benediction apre e chiude questo splendido lavoro, che per sua natura dev’essere ascoltato nel buio di una notte possibilmente stellata.

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