Recensioni Soundcheck

Dante Roberto -The Circle

Fortunato Mannino

ci regala un album progressive-rock contaminato dal metal

La riflessione d’apertura la dedico al bonus elargito ai diciottenni e agli insegnanti. Premetto che non condivido né l’uno né l’altro, ma… ci sono e se ne deve prendere atto. Dovrebbe essere una somma dedicata alla cultura, all’aggiornamento, all’acquisto di computer, ma agli insegnanti non è consentito acquistare Musica, perché secondo la visione ministeriale la Musica, con buona pace di tutti, non rientra alla voce Cultura. Ai diciottenni è consentito, invece, di spendere quei soldi per concerti, possono acquistare Musica ma solo in formato digitale. Un complottista penserebbe che il formato digitale è un favore alle multinazionali, un danno agli artisti e ai pochi eroici negozi di Musica che sopravvivono a fatica anche ad una tassazione culturalmente indegna. Noi ci limitiamo a prenderne atto, scriverne e ognuno poi sarà libero di farsi un’opinione.
Questa riflessione è d’obbligo se t’imbatti in un album che, fin dalla copertina, intesa come frutto di un lavoro intellettuale avente un fronte e un retro che col file multimediale va perso, ti stimola alla riflessione e richiama alla mente concetti filosofici. Un tramonto e un’alba, simboli di morte e rinascita, illuminano un paesaggio naturale; un tempietto stilizzato, ovviamente greco, da cui fuoriesce un raggio di luce che proietta in primo piano una clessidra che da millenni segna lo scorrere del tempo; sul retro l’uroboro ovvero il serpente che si morde la coda, segno atavico dell’eterno ritorno e dell’energia cosmica che distruggendosi si rigenera per l’eternità.
Questi gli elementi e gli input che Dante Roberto, pianista e compositore di Taranto, ha voluto che fossero presenti sulla copertina di The Circle suo disco d’esordio. Copertina non banale, che rivela sensibilità e cultura.
Ci si aspetterebbe un disco di matrice classica, considerato anche il prestigioso curriculum, invece Dante Roberto asseconda giovanili passioni e ci regala un album progressive-rock contaminato dal metal.
Se il titolo e la copertina hanno un senso, e ce l’hanno, non solo l’elemento classico è presente, ma è l’intero album ad accogliere il fascino di suggestioni musicali che lo portano al di là delle etichette.
La band ruota intorno alla figura cardine di Dante Roberto, pianista e autore di tutti brani, Salvatore Amati e Alessandro Napolitano rispettivamente al basso e alla batteria. Non un chitarrista, ma tre chitarristi diversi per cogliere al meglio le sfumature di ogni composizione. Non ci sono testi ma Musica a cui abbandonarsi e… anche questo è una questione di Cultura.

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