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Daniele Silvestri @ Estatica

Stefano Rossoni
Scritto da Stefano Rossoni

siamo qui, in piazza, tutti insieme, e cantiamo per Falcone e Borsellino, per le Donne che ci hanno aperto la strada, per la Giustizia Sociale, per l’Amore, siamo in piazza, siamo mille e ci sentiamo uno

Il concerto di Daniele Silvestri, l’8 agosto all’interno della Rassegna “Estatica” del Porto Turistico Marina di Pescara, non è stato solo un concerto ma un viaggio; all’interno della carriera musicale dell’artista, certo, ma non solo, soprattutto all’interno della storia di questo Paese, delle lotte, e di come noi le abbiamo combattute nel corso del tempo. A Marzo 3039 è toccato di rompere il ghiaccio e Daniele ci invita così ad entrare dentro “casa loro”, almeno per una sera. Seguono senza sosta brani recenti e non del cantautore romano, da La mia casa a Quali Alibi, da Pochi Giorni a Me Fece Male a Chepa, ma anche Amore Mio, Strade di Francia, Ma che Discorsi, Le Cose in Comune, Sempre di Domenica, e poi Precario è il Mondo. Attenzione a non restare nella leggerezza delle 4850 cose che abbiamo in comune, attenzione, perché le intenzioni di Daniele sono ben altre, e ce le sbatte in faccia senza remore; sullo sfondo del palco parte un video di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, non hanno bisogno di presentazioni, li ringraziamo con un applauso, denunciamo tutti insieme, ancora una volta, una scomparsa che questo Paese non accetterà mai, le Agende Rosse non sventolavano in aria quella sera, ma vi assicuro che non erano necessarie… A coronare il momento parte Questo Paese:
“la fortuna di questo paese non è più negli artisti, non è delle imprese, non c’è nei discorsi di chi vado a votare, se grandezza ce n’è, non si riesce a vedere”
E ancora la nuovissima Acrobati, Il Mio Nemico, e La guerra del Sale, con il contributo video di Caparezza. Daniele non ne ha abbastanza, non è convinto di esser riuscito a portarci lì dove vuole, e allora giù con un altro video, ci catapulta nel 1941, con la testimonianza, l’orgoglio e la determinazione delle donne che per la prima volta si trovano a votare, saltiamo al 1983 con un frammento di un discorso di Berlinguer sull’importanza della Giustizia Sociale, tema tutt’ora, tutto da sviscerare e meta da raggiungere, e arriviamo al 2016, a un’esplosione di colori, al Gay Pride, all’amore che ha ancora bisogno di scendere in piazza per affermare la sua legittimità.
E allora A Bocca Chiusa ci fa sentire tutti un po’ partecipi delle stesse lotte, siamo qui, in piazza, tutti insieme, e cantiamo per Falcone e Borsellino, per le Donne che ci hanno aperto la strada, per la Giustizia Sociale, per l’Amore, siamo in piazza, siamo mille e ci sentiamo uno. Con L’uomo Col Megafono si conclude questa parte così pregna di riflessione del concerto e ne comincia un’altra, più spensierata, che mira a colmare quell’altra parte del cuore.
Daniele fa un respiro profondo, soffia sul microfono e parte Strade Inquiete, poesia in musica degli Otto Ohm, gruppo reggae di Roma, conosciuto dai fans di Silvestri anche per la collaborazione nel singolo Mi Ricordi Il Mare. Alcuni si guardano spersi, non riconoscono la canzone, i più preparati sentono i brividi salire sul corpo, capiscono che sta per succedere qualcosa e aguzzano lo sguardo… eccolo Andrea Leuzzi, in arte Il Bove, entra in scena e ci scalda tutti con quella voce da eterno ragazzino che lo contraddistingue. Insieme ci regalano appunto Strade Inquiete (con un mixup sul finale di Il Mondo Stretto In Una Mano), ovviamente il singolo Mi Ricordi Il Mare e Fumo Denso, pezzo degli Otto Ohm del 2003 contenuto all’interno dell’album Pseudostereo.
Il Bove ci saluta ma Daniele non si ferma ancora, come fossimo ad un falò in spiaggia chiede al pubblico che canzoni vuole sentire, e vai con Gino e L’Alfetta, Salirò, Testardo, Occhi da Orientale (manco a dirlo), L’Autostrada, Samantha, La Paranza, Aria e a concludere sempre lei, la più urlata, la più mistificata, la più rossa, Cohiba.

Articolo di Serena Zavatta
Foto di Stefano Rossoni

 

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