Procede spedita la saga vampiresca denominata Sanguivore ordita dai britannici Creeper, giunta a questo secondo capitolo in cui viene introdotta la nemesi delle creature della notte, colei che viene chiamata appunto Mistress Of Death, la signora della morte. La titletrack è un pomposo inno anthemico in cui viene dichiarata aperta la stagione della caccia a tutti i succhiasangue. E’ doveroso aspettarsi nei dodici brani che compongono il disco dei ritornelli tirati a lucido che sfiorano la perfezione melodica. Questo canovaccio lo ritroviamo ovviamente nella successiva “Black Magic (It’s A Ritual”), aperto con un solenne coro femminile, ma soprattutto nel singolo “Pray For The Night”, che un po’ rappresenta la risposta all’iconica “Cry To Heaven”, presente nel primo capitolo. Le radici horror punk si intuiscono in “Headstones”, micidiale e rapida come la lama della nostra predatrice, mentre l’elemento gotico molto caro ai Sisters Of Mercy, con i synth messi in primo piano, è la matrice principale di “Daydreaming In The Dark”.
Con “Parasite” la macchina del tempo ci riporta agli anni 80, a pellicole di quegli anni come “Ragazzi Perduti” o “Scuola Di Mostri”; lo stesso gusto retrò è percettibile in “The Black House”, dove la resistenza vampiresca è tenuta a regime dalla profondità della voce del frontman Will Gould. Un discorso a parte lo merita “Razor Wire”, in cui stavolta è la tastierista Hannah Greenwood a dispiegare le ali del suo timbro vocale in alto,fin sopra i tetti di Broadway, per poi scendere in picchiata dentro un fumoso night club di New York. Il sassofono e il pianoforte che accompagnano la canzone non sono messi lì a caso, ma svolgono un ruolo di prim’ordine, preparandoci all’ennesimo ritornello struggente ed emozionale.
Nella ballata finale “Pavor Nocturnus” l’ugola di Patricia Morrison, ex membro dei già citati Sisters Of Mercy e dei The Damned, scandisce la fine delle ostilità, dove nonostante l’epilogo sia incerto, prevale comunque un senso di disfatta. Sanguivore II è a tutti gli effetti un’opera rock ben sviluppata, che segue i classici canoni del concept, che non potrà fare a meno di aprire i vostri cuori e lasciarvi dubbiosi su quale fazione appoggiare.
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