Recensioni

Corde Oblique – The Moon Is A Dry Bone

Fortunato Mannino

E’ un album del ricordo, ma non è un album triste perché è proprio il ricordo del tempo passato ad illuminare il sentiero che resta

Sono infinte le volte che abbiamo alzato lo sguardo al cielo per osservare la Luna. L’abbiamo ammirata e le abbiamo confidato gioie, dolori e speranze. Lo facciamo noi oggi, lo faranno le generazioni future e l’han fatto quelle passate. Un legame strano e indissolubile quello che ci lega al nostro satellite che, muto e immutabile, ci riporta alla nostra condizione di esseri soli. Una solitudine che cambia i suoi colori con il procedere delle stagioni della vita fino ad arrivare a The Moon Is A Dry Bone, ovvero, l’album che canta la nostalgia del tempo passato e la disillusione.
L’album porta la firma di Riccardo Prencipe e dei suoi Corde Oblique, gruppo che seguiamo da tempo e che è sempre un piacere proporre. E oggi ancor di più, perché The Moon Is A Dry Bone si candida a essere uno degli album più belli del 2020.
All’eleganza dei testi e alla raffinatezza degli arrangiamenti musicali che caratterizzano, da sempre, la produzione dei Corde Oblique, in quest’ultimo lavoro ci sono anche ospiti, che rendono l’album semplicemente imperdibile. I membri degli Ashram: le note del violino di Edo Notarloberti si dipanano lungo tutto il disco, la voce di Sergio Panarella la si ascolta ne Il Figlio Dei Vergini e il pianoforte di Luigi Rubino accompagna l’entrata in gruppo di Rita Saviano con la reinterpretazione di Temporary Peace degli Anathema.
Ad impreziosire ancor di più l’album, tre nomi che non hanno bisogno di presentazioni: l’attrice Maddalena Crippa che recita il testo de La Casa del Ponte, Miro Sassolini in Il Terzo Suono e Andrea Chimenti in La Strada. Tre nomi illustri del teatro e della musica che raccontano mirabilmente il tempo sospeso del ricordo. Parole e immagini che squarciano il velo della memoria, ma questo è un discorso che possiamo estendere anche gli altri otto brani che per bellezza non sono da meno. Tanti ospiti, nuovi innesti da ricordare, infatti, anche Carmine Ioanna alla fisarmonica, ma anche due certezze: Caterina Pontrandolfo da sempre voce dei Corde Oblique e sublime in Le Grandi Anime, brano in cui racconta la Madonna del cardellino di Raffaello e, sembrerà banale ma non è, Riccardo Prencipe autore dei testi e delle musiche nonché anima di un progetto che sa far vibrare le corde dell’anima.
The Moon Is A Dry Bone è l’album del ricordo, ma non è un album triste perché, paradossalmente, è proprio il ricordo del tempo passato ad illuminare il sentiero che resta.

Corde Oblique
Metaversus PR
Dark Vinily Records

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