Recensioni

Collettivo Ginsberg: esce “Tropico”

Avatar
Scritto da Red

Ricordando i toni elettrici e distorti di “Asa Nisi Masa”, il ritorno in scena del Collettivo Ginsberg mi restituisce invece calma, maturità, il gusto sadico e saggio allo stesso tempo che si scopre per i respiri e per le attese. E poi ci troviamo di fronte ad un lavoro totalmente analogico ed è così che l’equilibrio si compie e si celebra, in una perfezione stilistica di arrangiamento, scrittura ed intenzione. Si intitola “Tropico” il nuovo disco del Collettivo Ginsberg, frutto di una co-produzione tra IRMA Records e L’Amor Mio Non Muore. Un lavoro che si presenta da subito con un’eccentrica copertina che dobbiamo a Domenico Demattia e che a seguire si sviluppa in 10 brani (di cui 3 sono musiche scritte dai nostri per governare il bello di 3 testi scritti da altri autori). Non penso di avere molti strumenti affilati e precisi per definire questo lavoro poliedrico e frammentato in mille facce e religioni diverse…e probabilmente è anche un obiettivo del Collettivo quello di sviare l’attenzione dalle facili etichette: sono canzoni che abbracciano il “noire” e gli anni ’60 dal retrogusto poliziesco a guisa del genere cult, tra Spaghetti Western e inseguimenti di culto, come nella bellissima “Con due monete”…oppure un coinvolgente Mambo fai da te dai ritmi quasi clypso come in “Primavera Mambo” di cui a seguire postiamo il video ufficiale. Ci sono ballate leggere e dolcissime come “La strada dei mulini a vento” o “Portami con te” che alla fine ci teletrasportano in un non so dove parallelo in bilico tra antico e presente, dove la prima sembra essere degna colonna sonora per le scene di un giallo degli anni ’70 e la seconda da un campo quasi primaverile, di domenica pomeriggio…a tratti piove ma in fondo si sta bene. E così, tra mistiche sensazioni e rivoluzioni di stili, brano dopo brano, tra inseguimenti polizieschi, gialli noire e un retrogusto jazzato, il Collettivo Ginsberg porta a casa un disco davvero molto interessante, privo di banali soluzioni ma assolutamente ispirato e coinvolgente. Un disco ANALOGICO…per davvero. I testi: difficili seguirli di pari passo, ci vuole fiato allenato. La tecnica di cut-up, immagine, metafore, visioni e quanto serve per restituire ad ogni storia forma metrica accattivante e quella grazia poetica mai scontata.

About the author

Avatar

Red

error: Sorry!! This Content is Protected !!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Con questo sito acconsenti all’uso dei cookie, necessari per una migliore navigazione. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai su https://www.sound36.com/cookie-policy/

Chiudi