Pop Corn Recensioni

Claudio Sottocornola – Coffee Break

Fortunato Mannino

Il tempo di lettura è quello di un Coffee Break ma… Quanta verità!

Esistono libri che riescono in una manciata di pagine sia a fotografare la realtà sia ad indicare la retta via. Uno di questi è Coffee Break, edito per Cld Claude Productions Libri, del prof. Claudio Sottocornola. Una personalità importante quella del prof. Claudio Sottocornola, che ospitiamo volentieri sulle nostre pagine ogni qualvolta ne abbiamo la possibilità, consci del fatto che di ogni sua parola / scritto va fatto tesoro. Non a caso Saggi Pop – indagini sull’effimero essenziale alla vita e solo – (Marna editore) è da considerarsi un saggio fondamentale per capire a fondo e avere un giusto approccio alla Musica Italiana e non solo.
In Coffee Break il filosofo, invece, ci offre una riflessione su quelli che possiamo definire, pensando a Charlie Chaplin, Tempi Moderni. La nostra è una società bulimica di input e frenetica, tutto scorre senza quasi lasciar traccia nell’animo umano e la cultura stessa sembra più concentrata sulla quantità che sulla qualità. Un processo di spersonalizzazione e omologazione che sembra non aver freni e che, mi si permetta, fa orrore. Quali sono le vie che il professore suggerisce? Innanzitutto riappropriarsi della propria memoria. Noi siamo anche il luogo dove siamo nati e saperlo riconoscere significa anche saperlo trasmettere. Poco importa se sia un rudere o un paesaggio, in ogni cosa c’è la Storia. Mi capita spesso, infatti, ai miei ospiti che lodano la bellezza dello Stretto di suggerire di non guardare solo il mare ma di respirarne anche il Mito. E se la Grande Storia è nel nostro DNA lo è ancor di più il ricordo: Non recidere, forbice, quel volto scriveva Montale. Attraverso il volto sbiadito di una fotografia o segnato dal tempo, un oggetto, un odore, un sapore è possibile riportare alla luce ricordi sopiti nella memoria. L’arricchimento della coscienza è un processo che non può prescindere dalla lettura di un buon libro, dalla visione di un film, dall’ascolto di un buon disco, dalla frequentazione dei teatri. Momenti fondamentali questi che necessitano di Tempo.
Il Tempo e il Luogo giusto per la scelta: pensare di trovar tutto in un centro commerciale è un altro aspetto deprecabile della nostra quotidianità. Impensabile, almeno per me, prescindere dal rapporto umano con il libraio o con il negoziante di dischi o, col “semplice” bottegaio. C’è, infine, il Tempo della meditazione, ovvero, quel processo di sublimazione del reale in coscienza. Un momento intimo che, per sua natura, non può non essere lento.
Il prezzo del libro è simbolico, il tempo di lettura è quello di un Coffee Break ma… Quanta verità!

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