Recensioni

Claudio Marongiu – Aspettando Romolo + Sings Like a Woman

Il voler essere provocatori, ironici per mettere a nudo quel falso perbenismo ipocrita di cui si ammantata quell’enorme provincia che è l’Italia è nel DNA del gruppo da sempre

È passato un anno circa da quando su queste pagine abbiamo presentato Claudio Marongiu & I Sporcaccioni e oggi torniamo a scriverne, perché il 2021 lo vede protagonista di ben due album. Nel primo è accanto alla sua band, il secondo è il suo primo progetto solista. Due dischi diversi ma che ho deciso di raccontare contemporaneamente, perché rappresentano le due facce di una stessa realtà. L’album col gruppo s’intitola Aspettando Romolo ma, prima di qualunque considerazione, ribadisco un concetto già espresso la volta scorsa: non si bolli come demenziale ciò che non si capisce appieno. Che ciò possa succedere tra bigotti e benpensanti è giustificabile, meno se si scrive o si parla di musica. Il voler essere provocatori, ironici per mettere a nudo quel falso perbenismo ipocrita di cui si ammantata quell’enorme provincia che è l’Italia è nel DNA del gruppo da sempre.
Le parole conclusive di Don Antonio, prima traccia dell’album che, per inciso, sembrano estrapolate da un acceso dibattito con una signora, non fanno che confermare quanto scritto sopra: Vogliamo essere inadatti. Vogliamo fornire dei contenuti inadatti, che spingano la gente ad avere una reazione, un moto di sdegno.
Per chi non lo ricordasse Don Antonio non è altro che il nome d’arte del geniale chitarrista Antonio Gramentieri. Un’ulteriore conferma questa della bravura dei musicisti che ruotano attorno al gruppo. Gli altri dodici brani (il 14° è una versione remixata), che musicalmente si presentano come un accattivante mosaico di generi musicali, raccontano senza sarcasmo ma con molta ironia una quotidianità fatta di amori fin(i)ti e di tradimenti, di sesso, disperazione ma anche speranza.
Claudio Marongiu racconta di sé e della sua realtà e lo fa con il suo dialetto bisiaco e un po’ anche in italiano, ma è indubbio che i temi raccontati sono gli stessi per tutte le realtà. In trasparenza si vede l’Italietta con quelle contraddizioni e quei vizi che non ama sentirsi rinfacciare. Primo tra tutti quello della ludopatia, che devasta la vita non solo della persona che ne è affetta ma anche di tutti quelli che gli stanno intorno. Il tema lo ritroviamo in Dischi, brano che ci cala nella quotidianità di un ammalato, aggiungerei di Stato, che per trovare i soldi per giocare vende la sua collezione di dischi. L’allegria non manca ma, come in Bar Band, le cui sonorità richiamano la musica surf è impossibile non riflettere sullo stato della musica e dei musicisti italiani.
Aspettando Romolo, in quanto titolo, rimanda al concetto di attesa di un’evoluzione umana e sociale ma al momento, come sembra dire la foto di copertina, la minestra questa è e si ringrazia che ci sia.
Sings Like a Woman è, invece, il primo album solista di Claudio Marongiu e si riallaccia a quel lato oscuro che nelle sue canzoni più scanzonate si può solo intravvedere in trasparenza. Per raccontarlo e per far giungere chiaro il messaggio l’autore rinuncia a mettere il proprio cognome in copertina, rinuncia al dialetto e all’italiano per il più universale inglese, sceglie brani che sono stati interpretati per lo più da donne. Il linguaggio musicale è quello universale del rock nelle sue varie sfumature. Nove classici al femminile che raccontano di emarginazione, violenza, solitudine che Claudio, rispetto la scelta fatta, universalizza. Se, infatti, il femminicidio e le discriminazioni sessiste sono e restano un’emergenza è altrettanto vero che il disagio sociale è aumentato in modo esponenziale e non c’è strato sociale o fascia d’età che non sia intaccato.
Difficile non rimanere affascinati dall’interpretazione che Claudio, accompagnato anche in questo caso da Don Antonio e parte dei suoi I Sporcaccioni, ne dà. Come ho scritto si tratta di classici e tra questi mi piace segnalare Love Me Like a Man, blues senza tempo che porta la firma di Bonnie Raitt, e Cherry Bomb dei The Runaways che non ha certo bisogno di presentazioni e che, forse per questo, è stata scelta per aprire l’album.
Sings Like a Woman è un album diverso ma, se ci pensiamo bene, a cambiare è solo la forma ma non la sostanza.

 

Claudio Marongiu
L’amor mio non muore (studio produzione musicale)

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Fortunato Mannino

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