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Cambi di stagione – Buone notizie non fanno notizia

Scritto da Elena Pandolfi

Facciamo uno sforzo e ogni tanto cerchiamo tra le news qualcosa di positivo e diffondiamolo

Notizie sconvolgenti invadono i telegiornali e i social, guerre terribili, omicidi, femminicidi, organizzazioni criminali e truffe ai danni dei più deboli. Siamo disgustati da tanta crudeltà, incolpiamo i mezzi di comunicazione di un eccesso di attenzione verso questo mondo orribile rispetto a tante buone notizie che non sono mai messe così in risalto, ma anche noi ne siamo complici. Prediligiamo le cattive notizie, non solo le ascoltiamo ma andiamo a ricercarle anche nei social attivando l’algoritmo che a sua volta ce ne propina altrettante.
Gli studi sulla psicologia umana spiegano il perché.  Gli eventi negativi sono percepiti come minacce da cui difendersi anche se non ci colpiscono direttamente, per una forma di difesa psicologica atavica. Capire i dettagli di un omicidio o le dinamiche di una catastrofe ci fa sentire più al sicuro facendoci pensare che conoscere il pericolo ci aiuta a prevenirlo. Inoltre c’è un fenomeno di istintiva immedesimazione nella vittima che subisce il sopruso scatenando in noi sentimenti primordiali di paura e vendetta. La notizia tragica ha un effetto scioccante che rompe la monotonia della vita quotidiana e stimola la produzione di dopamina.
Insomma cerchiamo notizie, e ci teniamo informati sulle indagini sui più efferati omicidi poi ci indigniamo e ci ribelliamo a tutta questa violenza e cattiveria. Certo non possiamo far nulla per evitare tutto questo e allo stesso tempo siamo sempre alla ricerca dell’armonia, della pace interiore e vorremmo avere più fiducia nell’umanità.
Eppure le buone notizie, seppur poche e non evidenziate, non ci colpiscono non ci stupiscono e non le condividiamo. Tra tante guerre e dispute internazionali, ci sono milioni di persone nel mondo che continuano a collaborare, ricercare e lavorare insieme nonostante le differenze culturali religiose e politiche. Tra tanti fenomeni di bullismo e prevaricazione ci sono tanti atti di gentilezza, di compromesso e accordo che non vengono raccontati o non suscitano la nostra curiosità.
Non è solo colpa della stampa, è anche la nostra indifferenza nel dare poca importanza a certi eventi che consideriamo più come fenomeni locali o marginali che coinvolgono piccole comunità. Non prendiamo in considerazione il fatto che eventi virtuosi stimolano di più gli altri a comportarsi altrettanto virtuosamente, incoraggiando l’apertura verso l’altro inducendo e una visone positiva del mondo. Non è buonismo è realtà, impegno e speranza.
Facciamo uno sforzo e ogni tanto cerchiamo tra le news qualcosa di positivo e diffondiamolo. Buona ricerca!

About the author

Elena Pandolfi

Attrice per passione, conduttrice radiofonica per patologica logorrea, giornalista per un insano piacere di ficcare il naso nelle vite altrui, sceneggiatrice per la necessità di inventare storie più divertenti della realtà

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