Sound&Vision

Calcutta @ Atlantico Roma

Emanuela Rea
Scritto da Emanuela Rea

UN CALCUTTA TUTTO MAINSTREAM…

Edoardo d’Erme, in arte Calcutta, ha concluso domenica il suo “ Mainstream tour” scegliendo la Capitale come ultima tappa e aggiudicandosi due serate interamente sold out a testimonianza della sua repentina ascesa dai piccoli locali romani del Pigneto ai grandi palchi.
L’arduo compito di riscaldare l’atmosfera e fare da apripista è spettato ai Gomma, band della provincia di Caserta, formatasi proprio agli inizi del 2016 e composta da  Ilaria (voce) Matteo (basso) Giovanni (chitarra) Paolo (batteria).
Calcutta è stato accolto da un vero e proprio coro da stadio, che lo ha accompagnato fin dal suo primo brano Limonata fino a sovrastare completamente la sua voce al secondo brano Frosinone,  lasciando il pubblico in un vero e proprio stato di trance anche durante l’esecuzione di pezzi  risalenti al 2012/2013. Coinvolge e stravolge lo spettatore con le sue linee melodiche semplici ma caratterizzate da una innata capacità di arrivare dritto al punto anche con qualcosa di apparentemente minimale, basti pensare a brani tanto amati come Cosa mi manchi a fare o Milano. E mentre ci interroghiamo su quale percorso intraprenderà in futuro,  intanto godiamoci le foto di questa serata…

Articolo e Foto di Emanuela Rea


About the author

Emanuela Rea

Emanuela Rea

Sono un’ appassionata di musica e fotografia.
Iscritta dal 2016 all’ Associazione Fotografica Frosinone Onlus ho potuto acquisire i mezzi per iniziare a coltivare questo mio interesse, spaziando tra diversi generici fotografici dalla street photography al reportage al ritratto e così via.
Attraverso la fotografia posso lasciarmi ispirare dalle situazioni ed esprimere me stessa senza inibizioni, nello scatto ci sono io, il mio modo di vedere le cose e raccontarle a chi le sta guardando. E’ la mia storia. La stessa che ritrovo quando ascolto la musica.
La musica è ritmo, emozione e nella fotografia credo che il ritmo visivo produca le stesse sensazioni, che scaturiscono dalla medesima, dalla percezione del viaggio che le note ci fanno intraprendere, per questo le considero l’una il prolungamento dell’altra. Le considero quasi complementari e pur essendo agli albori di questa avventura vorrei riuscire a portare il fruitore sotto il palco per intraprendere questo viaggio insieme…

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