Il 14 aprile 2026 all’Alcatraz non è andato in scena semplicemente un concerto, ma una vera rinascita musicale: la reunion dei Bluvertigo ha infatti trasformato il live in una riflessione sul presente. Più che nostalgia, infatti, è emersa un’urgenza espressiva: quella di ridefinire cosa significhi essere “umani” in un’epoca dominata dal digitale.
Al centro di tutto, come sempre, Morgan. Il frontman ha trasformato il concerto in un manifesto generazionale, alternando musica e riflessioni provocatorie. Tra le dichiarazioni più forti, la rivendicazione del ruolo della sua generazione: «I ragazzi oggi sono confusi, sbandati, manipolati. I boomer non capiscono una minchia. Noi cinquantenni siamo i più lucidi. Noi cinquantenni di oggi siamo le guide morali».
L’elettronica dei Bluvertigo — nata negli anni Novanta come linguaggio d’avanguardia — appare infatti ancora oggi sorprendentemente attuale. Se allora era una forma di sperimentazione controculturale, oggi diventa uno strumento di lettura del presente con l’idea della musica come esperienza comunitaria in un’epoca di isolamento digitale.
Non sono mancati anche momenti più intimi, come le scuse pubbliche di Morgan ai compagni di band, gesto che ha dato alla reunion anche una dimensione di ripartenza «Avevo bisogno di recuperare quello che avevo costruito, di non buttarlo nel nulla. Con questa reunion non ho recuperato un progetto ma delle persone e attraverso di loro mi recupero io».
Il live dell’Alcatraz ha dimostrato come i Bluvertigo non appartengano solo alla storia della musica italiana, ma quanto sia un band che ha ancora voglia di dialogare con il presente. La loro elettronica, infatti, si conferma un linguaggio ancora pienamente vivo.
Apertura:
Decadenza
Durante il live:
Il Dio denaro
L’assenzio (The Power of Nothing)
Sono = sono
La comprensione
Forse
L.S.D. La sua dimensione
Sovrappensiero
Complicità (Here Is the House – cover dei Depeche Mode)
(Le arti dei) miscugli
L’eretico
So Low – L’eremita
Cieli neri
La crisi
Bis:
Zero
Fuori dal tempo
Altre F.D.V.
Fotografie e articolo di Alessandro Ceci
Un ringraziamento particolare va a Giorgia Vendetti di Astarte Agency, a Kashmir Music e a tutta la crew dell’evento



















