Recensioni

Blonde Redhead- Freedom Of Expression On Barragàn

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Scritto da Paola Varricchio

In uscita il 7 ottobre il vinile dell’ultimo lavoro dei Blonde Redhead

Dopo averli ascoltati nella data italiana del tour di quest’anno, in cui si sono esibiti in un riarrangiamento con ensemble d’archi dell’album “Misery is a Butterfly” all’Auditorium Parco della Musica di Roma, torniamo a parlare dei Blonde Redhead che, a due anni dall’uscita di “Barragàn”, l’ultimo lavoro in studio, tornano con “Freedom Of Expression On Barragàn”, già disponibile in streaming e download sui canali tradizionali e, dal prossimo 7 ottobre, in vinile su Asa Wa Kuru, etichetta di proprietà della band stessa, distribuito da Audioglobe.
Il disco contiene i remix di alcuni brani di “Barragàn” ad opera di amici, fan e collaboratori del trio italo-nipponico: Chris Bear (Grizzly Bear), Nosaj Thing, Deerhoof, Connan Mockasin, Slumberman (pseudonimo di Alessandro Cortini), Van Rivers, Gus Seyffert.
La stessa Kazu – che ne ha disegnato anche la copertina – commenta l’uscita di “Freedom Of Expression On Barragàn”, affermando che lavorare a questo remix è stata una grande opportunità di collaborare con degli artisti, oltre che amici e fan, e di dare una nuova veste ai brani, come quando si cambia l’abito ad una bambola. Qualcuno è rimasto nel solco già tracciato, qualcuno ha imboccato sentieri molto inaspettati ma tutti hanno fatto i pezzi propri, portandoli nel loro universo.
“Defeatist anthem by the sea”, remixato da Connan Mockassin, è il primo video estratto dall’album, girato a Point Dume Beach a Malibù, in una giornata che Kazu ha definito magica.

“Barragàn”, un disco che guarda all’avanguardia, planando tra sonorità pop ed elettroniche con tocchi di mainstream, ha acquisito una veste eclettica ed organica, sperimentazione nella sperimentazione, confermando l’indole quasi visionaria dei Blonde Redhead, la loro idea originalissima del concepire la musica, che li ha resi, negli anni, punto di riferimento nel panorama mondiale della musica rock/indie/alternative.

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Paola Varricchio

Napoletana di nascita e di appartenenza.
Nel 2010, da una coabitazione con tre amici in un appartamento-bed&breakfast nel cuore del centro storico napoletano, comincio, quasi per gioco, un' avventura chiamata Frammenti: l'apertura di uno spazio di condivisione e di ascolto.
Una cantina, un piccolo palco, l'amplificazione presa in prestito, cuscinoni a terra e tavolini ikea, poi l'acquisto di un pianoforte, il susseguirsi di rassegne musicali dedicate al cantautorato ed alla musica indipendente. D'estate l'organizzazione di alcune date fuori da casa nostra, in luoghi all'aperto ma sempre privati, intimi e quotidiani, che esprimessero vissuto e condivisione. Poi, ancora, alcune date che ci hanno aperto non porte ma portoni, come quello bello grosso del Maschio Angioino. Sei anni indimenticabili, dove affondano le radici del mio amore per la musica indipendente, non quella dei grandi palchi, ma quella appassionata delle grandi sensibilità che, spesso, nascono nelle cantine come la nostra, e tante volte ci rimangono.

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