Recensioni

Blink-182 – California (2016)

Stefano Rossoni
Scritto da Stefano Rossoni

Blink-182 – California (2016), Bmg (CD)
Voto 8.5 / 10

I Blink-182 tornano finalmente sulla scena musicale con il loro settimo album California dopo oltre cinque anni dall’ultimo disco Neighborhoods (2011) e si piazzano subito al primo posto su iTunes e in diversi paesi di tutto il mondo con il primo singolo Bored to Death, mentre in Italia nella prima settimana di uscita resta stabile al secondo posto.
Le tracce sono 16 e scorrono subito rapide e frizzanti, le sonorità rinnovate ma mai distanti dal classico stile pop-punk della band si percepiscono subito, una dopo l’altra le canzoni passano nelle orecchie facendoci ricordare quello che sono i Blink-182 senza deludere fan vecchi e nuovi, complice probabilmente una maturità arrivata dopo quasi 25 anni di carriera e oltre 50 milioni di copie vendute.
Questo per la band Californiana è un disco decisamente importante visto il cambio nella line up che ha visto sostituire Tom DeLonge da Matt Skiba (chitarrista e voce degli Alkanine Trio) completando il trio con gli storici membri Mark Hoppus (basso e voce) e Travis Barker (batteria).
Un disco in cui si percepisce chiaramente l’influenza rock in stile Red Hot Chili Peppers e Green Day, ma mai lontana dal tipico stile pop che li ha accompagnati negli anni novanta.
Sicuramente la band Californiana non ha subito molto il contraccolpo per il cambio DeLonge-Skiba, ma un punto fermo e fondamentale è stato il tocco di Travis Barker con la sua batteria che si conferma uno dei migliori in circolazione, un vero e proprio fuoriclasse.
La decisione di lanciare il disco con il singolo Bored to Death a mio parere è stata azzeccatissima, una canzone tipica della band che parte con un ritmo quasi lento e calmo e che poi ci accompagna a suon di basso e batteria con una scarica di adrenalina pop-funk fortissima, e fidatevi, non muovere la testa su e giù diventa quasi impossibile.
Chi come me ha cominciato a vivere e capire la musica in maniera più importante in quegli anni non può non essere felice di questo disco che ci riporta alla mente brani storici come What’s My Age Again, All The Small Things, Adam’s Song e I Miss You.
Un salto di qualità sonoro, ma soprattutto musicale, traccia dopo traccia con Sober e No Future il disco prende sempre di più, passando per le melodie più acustiche e malinconiche di Home Is Such A Lonely Place e California, brano che dà il titolo all’album.
Poi Rabbit Hole, San Diego e Brohemian Rhapsody, pezzi che passano senza fiato ricordandoci di che pasta sono fatti Travis e Mark.
Sì, California è finalmente il disco dei Blink-182 che tutti ci aspettavamo da anni, rinnovati, ritrovati ma sempre fortissimi, la batteria di Travis spacca come sempre, Mark con la sua voce fa scorrere le dita sul suo basso come i migliori anni e la chitarra di Matt Skiba, la new entry del disco, sorprende tutti e ci regala la ciliegina sulla torta di questo album.
Una delle migliori band punk-rock degli ultimi decenni è finalmente tornata e lo ha fatto alla grande, e se amate queste sonorità, se amate quei ragazzacci di Poway protagonisti di video folli, vi consiglio di ascoltare questo album, sono sicuro che non vi deluderà.
California sicuramente è un ottimo ritorno sotto i riflettori, e fidatevi che più della metà di queste 16 tracce vi faranno davvero divertire e ricordare i bei tempi.
Welcome back!

TRACKLIST
01. Cynical
02. Bored to death
03. She’s out her mind
04. Los Angeles
05. Sober
06. Built this pool
07. No future
08. Home is such a lonely place
09. Kings of the weekend
10. Teenager satellites
11. Left along
12. Rabbit hole
13. San Diego
14. The only thing that matters
15. California
16. Brohemian rhapsody

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