Sound&Vision

Blicher Hemmer Gadd trio @ Teatro Ristori

Scritto da Gabriele Lugli

il trio delle meraviglie jazz contemporanee. Tre personalità diverse che dialogano continuamente, capaci di fondere tradizione jazzistica, energia blues e libertà improvvisativa

Sabato sera 14 marzo al Teatro Ristori di Verona appuntamento con il grande jazz internazionale, sul palco il Blicher-Hemmer-Gadd trio, formazione che riunisce tre protagonisti della scena jazz contemporanea: Steve Gadd, Michael Blicher e Dan Hemmer.
Il concerto ha rappresentato l’occasione per ascoltare dal vivo uno dei batteristi più influenti degli ultimi cinquant’anni, affiancato dal sassofonista danese Michael Blicher e dall’organista Dan Hemmer.
Il progetto nasce dall’incontro artistico tra Michael Blicher e Steve Gadd, avvenuto oltre dieci anni fa in Danimarca durante una masterclass. A quell’intesa si è poi unito Dan Hemmer, virtuoso dell’organo Hammond, dando vita allo Steve Gadd Organ Trio.
Nel trio ogni strumento assume un ruolo preciso: la batteria costruisce il groove, il sassofono disegna le linee melodiche, l’organo Hammond crea un tessuto sonoro caldo e avvolgente.
I tre danno vita a una musica che richiama la grande tradizione soul e jazz, ma con un’idea di musica capace di attraversare culture e geografie diverse. Proprio Michael Blicher racconta di aver maturato questa visione durante un viaggio in Bulgaria, quando l’ascolto di canti popolari tradizionali gli fece intuire come le radici musicali di molti Paesi, dal Mississippi a New Orleans, dall’Europa orientale al Mali condividano sorprendenti affinità ritmiche e melodiche. Nasce quindi la ricerca di una sorta di “folk jazz universale”.
Al centro del progetto c’è uno dei batteristi più importanti della storia della musica moderna, Steve Gadd. Il suo stile, riconoscibile per precisione, eleganza e senso del groove, ha segnato generazioni di musicisti e lo ha reso uno dei session man più richiesti al mondo. Nel corso della sua carriera ha collaborato con artisti come Paul Simon, Eric Clapton, Paul McCartney, Joe Cocker, Chick Corea, Michel Petrucciani, James Taylor e Steely Dan, contribuendo a definire il suono di alcune delle produzioni più celebri della musica contemporanea.
Il risultato è una musica costruita sull’equilibrio e sull’ascolto reciproco: tre personalità diverse che dialogano continuamente, dando vita a concerti sempre diversi, dove improvvisazione, energia e lirismo si intrecciano in modo naturale.
“This is honest Music. No one plays like this anymore.” (“Questa è musica onesta, nessuno suona più così”) dice Steve Gadd.

About the author

Gabriele Lugli

Emiliano di origine, da anni residente nel mantovano Gabriele Lugli sin dall’età di 16 anni si interessa all’arte fotografica.
Inizialmente appassionato alla paesaggistica, si dedica in seguito a reportage di viaggio e a foto di concerti Rock e Prog per poi approdare, al jazz.
Dal 2016 la passione per questo genere musicale lo porta ad essere presente a festival, jazz club e teatri di molte città italiane.
Tra i suoi ispiratori, grandi maestri quali William Claxton, Larry Fink, Herman Leonard e l’italiano Giuseppe Pino.
È abitualmente accreditato nei più importanti festival di musica jazz come Umbria Jazz, Mantova Jazz, Locomotive Jazz, Bologna Jazz, JazzMi, Novara jazz e Padova Jazz Festival, dove nel 2019 ha esposto durante il festival una sua mostra personale allo storico Caffè Pedrocchi.
Accreditato dal 2018 a Time in Jazz nel 2020 è stato fotografo ufficiale.
Con l’Associazione Fotografi Italiani di Jazz, ha preso parte a mostre collettive come il Festival Internazionale di fotografia di Trapani, al Photofestival Milano e alla mostra presso l’Istituto Italiano di Cultura di Edimburgo. Recentemente ha esposto sue foto Jazz in mostre personali in Jazz Club emiliani come ad esempio Cantina Bentivoglio a Bologna, al Centro Candiani di Mestre e al Teatro Ristori di Verona.
Dal 2017 fa parte dei fotografi de “Il Jazz italiano per le terre del sisma” all’Aquila, progetto che ha portato alla pubblicazione di 5 libri fotografici i cui protagonisti sono esclusivamente musicisti jazz italiani.
Nel 2021 e 2022 è stato tra i 30 finalisti del concorso Jazz World Photo.

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