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Beppe Palomba: ecco il nuovo disco

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Scritto da Red

Bellissime sensazioni di viaggio. Introspettivo alla ricerca dei singoli particolari di vita…scenico, in un villaggio antico e sconfinato, tra valli e boschi di betulle e ritorni verso casa. Beppe Palomba torna in scena e lo fa con un gusto che è solo segno di grandissima maturità e di stile, di bellissima canzone d’autore e di mestiere. Si intitola “Il Piano B”, significato di rinascita, di rivalsa, di sperimentazione nuova della propria vita…significato di alternativa raggiunta e acquisita di nuovo, quella della musica, dopo tanti anni di “altro”…Beppe Palomba ci parla dell’amore, ci parla della vita che, anche se dopo 30 di attesa, non è mai tardi per cantare e agguantare ciò che c’è di nuovo. Il disco suona con eleganza e raffinatezza (eccetto qualche incertezza di chitarra acustica qua e la) e nel suo mood principale ci sono suoni naturali e momenti digitali che dialogano assieme (soprattutto riferito ai suoni di batterie e di percussioni – almeno questo sembra al mio piccolo ascolto). Che poi oggi, tra mondo digitale ed esecuzioni reali non sappiamo più che pesci pigliare. Spettri e fantasmi di citazioni quasi ovunque, purtroppo o per fortuna, come quello di Paolo Conte che sembra di sedere a gustarsi quasi tutto il disco mettendo lo zampino dove capita, un po’ ovunque; eccentrico e invadente nel far sentire la sua presenza nel primo brano “La storia non finisce”, più discreto in tantissimi altri momenti…Palomba è anche leggero e frizzante quando dalle “milonghe” di Piazzolla tira fuori “Mercoledì” o come quando dai canti popolari di provincia fa suonare il suo inno alla terza età con “Vecchi”. E richiama anche fortissimo il piglio vocale con cui conosciamo Goran Kuzminac e non a caso la scuola di origine di tutti loro sembra essere la stessa. In un disco così quasi stona e quasi ci sorprende un mood elettronico come quello di “Se fossi ancora qui” che nel disco appare come seconda traccia della tracklist: se da subito è il computer percussivo a darci il benvenuto, appena dopo la scrittura ci riporta sulla retta via per disegnare uno dei brani più coinvolgente dal punto di vista della fruibilità. Arriviamo ad ascoltare “Brucia l’amore” dove tracce di Conte tornano forti: Palomba fa mostra di grande poesia e di grandissimo gusto restituendo a questo disco forse il brano di punta per chi dal tutto cerca il contenuto e lo spessore più che l’immediato appeal di una melodia da ricordare. Dopo 30 anni dunque “La storia non finisce” ed ecco “Il piano B” di un grande cantautore italiano. Chiudiamo riflettendo che, da buon napoletano qual è, forse avremmo preferito sentirci più sapore di mare nostro che tinte forti di una Francia…lei anche europea. Bellissimo ascolto…

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