Soundcheck

AVAST: l’esordio è “Lavatrici”

Bruno Pecchioli
Scritto da Bruno Pecchioli

Ecco il primo disco sul mercato firmato AVAST. Si intitola “Lavatrici” ed esce per Artis Records / Protosound / Cramps Edizioni.

Il 9 Ottobre c’è stato il live di presentazione al 30 Formiche di Roma, di seguito troverete la photogallery dell’evento.
Prima di tutto sono i suoni a colpire. Antichi di anni di Americhe storiche e di Inghilterre finite sulla Luna. Sorprendente l’accostamento tra tonalità grigie di musica visionaria a tinteggiature di Sax e Chitarre elettriche dosate con molta parsimonia. E poi la voce principale: precisa, intensa, scura coerente con quanto disegnato fino ad ora, facilmente associabile a chi di età e di palchi ne ha tanti alle spalle ed invece quello degli AVAST è un esordio ufficiale. Proprio così. Esordio a tutto tondo dal titolo, come recita la prima traccia del disco, “Lavatrici”. Enigmatici privi di spocchiosa immagine di copertina, realtà parallela che vuole in qualche modo lasciar suonare la musica come fosse etereo riverbero piuttosto che sfacciato presenziassimo. Dalla Lucania arrivano a vivere una Roma della canzone d’autore loro che, con le parole, ci sanno fare dando ai testi una punta di saccente ironia e spigoloso cinismo. Sorrido di certo quando sento dire “Nazismo a parte è una brava persona” e poi mi faccio rapire da un romanticismo quando sento cantare che “Il sogno è un veleno, vietato leccare”. L’apice del disco arriva appena sorpassata la metà con la splendida “Senza metterti la cera” in cui riscopro antichi sapori di gioventù e quella bella sensazione di canzone italiana. Per istanti, ma solo per istanti quando mi concentro sulla voce, penso ai Nomadi.
Nove inediti sfornati in un’esplosione energica in sala di incisione. Pochi giorni per confezionare un disco che sembra avere anni di gavetta alle spalle. E con “Semplicezza” si chiude un quadro che, con molto carattere e intraprendenza, sforna un cocktail decisamente originale per servire a tavola la canzone d’autore.
Nuove cose dunque…

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About the author

Bruno Pecchioli

Bruno Pecchioli

Bruno "Pek" Pecchioli. Romano per nascita e tradizione.
Fotografo per consapevolezza e necessità.
Viaggiatore periodico.
Ferocemente dipendente da ciò che meraviglia.
E la musica è meraviglia. Sempre. Until the end.

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