Recensioni

Astolfo Sulla Luna – Ψ²

Fortunato Mannino

Atmosfere sinistre, distorte, malate assecondano testi che scarnificano ogni illusione

L’Italia della Musica non smette mai di stupire. Salendo e scendendo lungo strade virtuali, la convinzione che i nostri gruppi non abbiano niente da invidiare a quelli europei è sempre più una certezza.
Dal cantautorato alle avanguardie, passando dal rock e le sue declinazioni, siamo competitivi e mai scontati. Penalizzati sì ma, al di là della polemica, è bello dare atto a tutte quelle piccole etichette che, più o meno consapevolmente, stanno scrivendo la Storia, quella vera, quella che tra una ventina d’anni sarà l’unica ad essere letta, del Rock alternativo Italiano.
Oggi il nostro pulmino ritorna in Campania, regione ricca di storia e fucina di artisti importanti, escludendo, ovviamente, tutto ciò che inizia con neo e finisce con melodico.
Gli Astolfo Sulla Luna sono uno di quei gruppi che per originalità e bravura è riuscito a guadagnarsi sul campo credibilità e seguito. Un power trio che dal 2011 ha in attivo due EP e tanti, tanti concerti in giro per l’Italia. All’interno del gruppo convivono e si fondono diverse anime. L’anima letteraria che ci fa apprezzare molto la complessità del labor limae riservato ai testi. L’anima matematica che si materializza nella complessità del suono. Entrambe si sublimano in Musica! Atmosfere sinistre, distorte, malate assecondano testi che scarnificano ogni illusione. Il disfacimento di ogni valore ha reso tutto precario. Un flusso di parole, di concetti urlati e sussurrati che affascina e inquieta, e che unito alla musica evoca paure, spoglia l’anima condannandola alla sua solitudine.
Ψ², questo il titolo dell’album, ci consegna una band con tanta personalità, animata da una precisa filosofia e… non è poco. Un titolo dalla semplice complessità che, a me personalmente, riporta alla mente la grecità; quando filosofi e matematici si ponevano le prime domande sull’Io e sulla natura. Domande che oggi più che mai, in un mondo minato da una follia collettiva, dovrebbero nascere spontanee in ognuno di noi.
Evito di raccontare la storia di Astolfo che va sulla Luna perché, credo, che a questo punto la scelta del gruppo sia chiara.

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