Recensioni

Asia Minor – Points of Libration

Scritto da Fortunato Mannino

Dopo più di 40 anni gli Asia Minor tornano in vita

Il periodo che viviamo è certamente contraddittorio ma le uscite discografiche, al contrario di quanto successo l’anno scorso, non si sono fermate. Questo è un segnale importante, che ci fa percepire una gran voglia di ricominciare. Ad oggi ho ascoltato e scritto di album molto interessanti, ma mai mi sarei aspettato di presentare un album degli Asia Minor. Il gruppo franco turco, infatti, si era sciolto nel lontano 1982 dopo appena due album che, peraltro, ebbero non pochi problemi di produzione e distribuzione.
A tradirli non fu sicuramente il loro caratteristico symphonic prog, che si caratterizzava per le sue atmosfere orientaleggianti e per l’uso in alcuni brani della lingua turca, ma il mutato scenario musicale. Difficile per una band attiva dal 1973, che è stata costretta ad autoprodurre i suoi album e che ha più volte modificato la sua line up, trovare motivazioni in uno scenario musicale completamente mutato.
Lo scioglimento fu inevitabile e si concretizzò nel 1982. Da allora i singoli componenti del gruppo si sono dedicati a progetti solisti senza però rinunciare completamente all’idea di una reunion.
Ed ecco che a distanza di quarant’anni da Between Flesh And Divine, album che consiglio di riscoprire, quel progetto torna in vita grazie alla AMS Records. È uscito in tutti i formati, particolarmente elegante è l’edizione in vinile turchese, Points of Libration. A guidare il gruppo due dei membri storici della band e direi anche i più importanti: Setrak Bakirel e Eril Tekeli. Entrambi suonano la chitarra e, il primo con il suo caratteristico accento inglese e il secondo abile a disegnare le atmosfere dei brani con il flauto, rappresentano l’anima stessa degli Asia Minor.
Asia Minor che riprendono il loro percorso esattamente da dove si erano fermati: da un elegante prog sinfonico, da atmosfere sospese e malinconiche, da quel tocco orientaleggiante che ritroviamo in modo evidente in Radio Hatirasi, unico brano in lingua turca e in Oriental Game. Quest’ultimo con i suoi nove minuti è il brano più lungo ma anche uno dei più suggestivi e malinconici dell’album. Protagonista una donna e la sua solitudine annegata in un bicchiere di champagne mentre la Luna illumina le onde del mare. Le stesse atmosfere malinconiche e rarefatte le ritroviamo anche in Urban Silk. Il brano più bello e tristemente attuale è quello che apre l’album, Deadline of a Lifetime. È il titolo stesso ad introdurci a quelle che sono le riflessioni e domande sgomente di chi è consapevole di essere arrivato alla fine della sua parabola umana.
Points of Libration è un album importante ed elegante anche nel suo packaging: ogni brano si accompagna ad un dipinto pensato e realizzato appositamente da Setrak Bakirel.
I miei complimenti all’AMS Records che ha creduto nelle potenzialità di questa band, la cui fama peraltro non si è mai spenta, e per l’impegno di ripubblicare i due LP precedenti.

Synpress Uffico Stampa
AMS Records
Asia Minor

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Fortunato Mannino

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