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Archive @ Estragon

Claudio Prandin
Scritto da Claudio Prandin

Di piu’ davvero non si poteva chiedere agli Archive. E’ stato un concerto straordinario

Per festeggiare al meglio i loro venticinque anni di carriera gli Archive hanno deciso di pubblicare un album di retrospettive intitolato appunto “25” e di intraprendere un lungo tour per riabbracciare i fan che li considerano una band di culto.
Il due dicembre si sono esibiti all’Estragon di Bologna offrendo uno spettacolo davvero notevole. Gli otto componenti sono saliti sul palco alle 21:10 e hanno suonato per più di due ore riproponendo i loro brani migliori con una carica coinvolgente.
Tutti vestiti di nero in stile all black hanno dimostrato di non puntare sul look ma sulla concretezza della loro musica concedendo come frivolezza soltanto il voluminoso cappello di Pollard Berrier e un gioco di luci semplice ma molto azzeccato che ha esaltato la componente psichedelica dello show. A confermare questo approccio minimal, l’assenza di parole e di chiacchiere tra una canzone e l’altra scegliendo di suonare le canzoni a ripetizione.
Più che componenti di una band, gli Archive sono polistrumentisti che si alternano ai vari strumenti tanto che le chitarre possono cambiare di numero da zero a tre anche all’interno dello stesso brano; le tre voci si alternano e si supportano a vicenda nei cori offrendo una varietà di timbri che da sempre rappresenta un loro punto di forza. Anche le tastiere sono predominanti e spesso relegano le chitarre e il basso in fondo al palco mentre la batteria è sempre sugli scudi e mantiene vivo ed energico lo show. Le lunghe suite strumentali ipnotiche e psichedeliche si alternano a momenti più intimi che emozionano la platea; vengono proposte tutte le hit della band come You Make Me Feel, Fuck U e Pills in apertura ed Erase e Controlling Crowds in chiusura; dopo due ore ininterrotte e una breve interruzione lo show si chiude con la splendida Again e di più davvero non si poteva chiedere.

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