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Il testamento degli Arcadi – Il testamento degli Arcadi

Scritto da Fortunato Mannino

L’album si snoda lungo dieci brani strumentali che, a loro volta, sono ispirati a Spazio 1999

Il testamento degli Arcadi per molti può essere un nome come un altro, magari da capire e approfondire, ma per chi era ragazzino negli anni ’70 non può che avere una grande forza evocativa. I calciatori, non ancora dèi viziati, si emulavano nei cortili ma si sognava una vita da astronauta. Si immaginava un futuro fatto di viaggi interstellari, di incontri con civiltà aliene, di tecnologie strabilianti sulle orme degli eroi di Spazio 1999 prima e, subito dopo, con quelli di Star Trek. Il prima e il dopo fanno riferimento all’arrivo in Italia delle due serie e non all’effettiva uscita (la serie di Star Trek viene trasmessa negli U.S.A. nel 1966 mentre quella inglese di Spazio 1999 risale 1975). Le diatribe su quale sia stata la più bella, così come il fascino che le due serie suscitano è, ancora oggi, immutato, nonostante Star Trek abbia avuto una sua evoluzione nel tempo.
Il testamento degli Arcadi è anche un collettivo che ruota intorno alla figura di Pierpaolo Lamanna, ideatore del concept ispirato alla serie inglese, e Alessandro Seravalle, autore della struttura musicale su cui si sviluppa.
Prima di entrare nello specifico ricordo, a beneficio dei più giovani, l’antefatto che dà inizio alla serie: la Luna, a causa di una fortissima esplosione nucleare, esce dall’orbita terrestre e inizia il suo vagabondare nell’universo, trascinando con sé gli abitanti della base lunare Alpha.
L’album, che ha lo stesso nome del collettivo, si snoda lungo dieci brani strumentali che, a loro volta, sono ispirati ad altrettanti episodi della serie. Un concept assolutamente non scontato e che non è da considerare un mero tributo, bensì come una ulteriore e intrigante evoluzione del concetto stesso di prog. Interamente strumentale, spazia attraverso una vasta gamma di generi al punto da risultare seminale. I musicisti hanno associato il loro nome ad un personaggio della serie, in modo da traslarne in musica emozioni e sensazioni. L’ascoltatore è guidato in questo viaggio che, come scritto, può risultare musicalmente spiazzante, dai titoli dei brani e dalle frasi presenti sull’elegante libretto.
Le illustrazioni che lo corredano sono state realizzate da Laura Gamba e completano quella che possiamo definire un’esperienza artistica totalizzante. Alla fine, dopo numerosi ascolti, l’immagine che mi suscita Il testamento degli Arcadi è quella della bottiglia col messaggio dentro. Un messaggio fatto di tanti generi musicali e artistici armonizzati in un unico album da consegnare ad una civiltà lontana nello spazio-tempo. Chi conosce il possibile finale della serie sa che il nuovo pianeta su cui ricominciare a vivere non è altro che il nostro pianeta d’origine e qui si aprirebbero lunghi discorsi sugli antichi visitatori e non mi sembra il caso di farlo. Una sorta di messaggio di fine – inizio che traslato ai nostri tempi ci suggerisce di non porre limiti alla creatività. Limiti che paradossalmente trovano una barriera nell’economia di mercato, ma si sgretolano quando si ha a che fare con musicisti ed etichette illuminate come Alessandro Seravalle & Co. e la Lizard Records.

Lizard Records
Alessandro Seravalle
Il Testamento degli Arcadi

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Fortunato Mannino

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