Sound&Vision

Antonello Venditti @ Este Music Festival

Scritto da Francesco Bettin

Un gradito ritorno al grido romanesco di “Daje…” quello di Antonello Venditti a Este (Padova)

REPORT di Francesco Bettin
FOTO di Alberto Rondin

Un gradito ritorno al grido romanesco di “Daje…” quello di Antonello Venditti a Este (Padova) con l’organizzazione DuePunti Eventi, cittadina con la quale ha un rapporto particolare a stesso dire di lui, per le numerose volte che l’ha visto ospite sempre con live di grande successo. Occasione, stavolta, sempre al Castello Carrarese, quella dell’edition 2025 di “Notte prima degli esami 40th Anniversary”.
Il cantautore romano, anche stavolta in piena forma, si concede per quasi tre ore di musica ininterrotta, che purtroppo (va detto per la cronaca) quasi mai va a ripescare antiche perle della sua produzione, intendo dire i brani meno conosciuti e, purtroppo, meno eseguiti. In questo caso, naturalmente, la scaletta è praticamente la stessa dello scorso anno, nel quarantesimo (quasi 41, oggi) anniversario dell’uscita dell’album “Cuore” (era infatti luglio 1984). L’entrata della numerosa band avviene sulle note di “Zarathustra” di Richard Strauss, che si lega subito al primo brano appena Venditti entra a sua volta, “Raggio di luna”, dall’album “Benvenuti in paradiso”. Abbronzatissimo, Rayban scurissimi, camicia coreana bianca come il pianoforte, jeans e scarpe da ginnastica immacolate, e inizia il concerto davanti al numerosissimo pubblico, che come ogni volta che Venditti suona accorre in grande quantità.
Che sia un personaggio molto amato ormai lo si sa, è consolidato. Parte subito in quarta, Venditti, si sa anche che il ive andrà oltre le due ore di sicuro (a dispetto di alcuni colleghi e colleghe, che più di tanto non si concedono, ed è un dato di fatto…). Tanto è vero che infatti, la durata sarà di due ore e quarantacinque minuti, considerando anche che non canta “Lilly”, che è in scaletta ma che “stasera non mi sento di fare, non ho bisogno di tristezza, e non ve la canterò”. Peccato, perché il brano a mio parere rimane uno dei capisaldi della sua produzione, ma tant’è, ci si adegua. Detto questo, il cantautore appare davvero in forma, come detto, e lo dimostra attaccando un brano dietro l’altro, con poche pause parlate, seppur formate da aneddoti e voglia di interloquire con gli intervenuti. “Io sono così, non fingo, dico quello che penso”, è un suo pensiero espresso al pubblico per far capire che quello che si vede di lui, e si sente nelle canzoni, in realtà, è. Il concerto dunque inizia, e già si sentono le canzoni famose: “Bomba o non bomba”, “Sotto il segno dei pesci”, “Giulia”.
Venditti invita in modo naturale il pubblico ad accompagnarlo, rinunciando a certi ritornelli in falsetto, proprio per agevolare il canto degli spettatori, per canzoni che si sanno a memoria tanta è la loro fama. Via via si ascoltano “Peppino”, “Notte prima degli esami”, eseguita perfettamente, emozionante “Ci vorrebbe un amico” (che era Lucio Dalla, prezioso compagno di un periodo difficile per Venditti), “Piero e Cinzia”; “Stella”, la canzone più bella secondo lui di quell’album. Quasi ognuna corredata da aneddoti dell’epoca più o meno divertenti, o disperati. “Con voi il mio stato d’animo ritorna a essere dei migliori”, dice il nostro, e giù applausi.
Come si sa, molte delle sue canzoni ruotano attorno a Roma, una delle sue tre droghe, come ammette (le altre due sono l’adrenalina e l’amore, strano, io avrei detto la musica). “Ho vissuto tutto, ma le mie droghe sono proprio queste tre citate, ieri come oggi”, dichiara, rimarcando come “Cuore”, il disco a cui il live fa riferimento “è stato un grande album, come Notte prima degli esami, un miracolo dell’eternità”, e infatti la dedica anche a se stesso. Una canzone che rimane a suo dire un portafortuna per i 2 milioni di persone coinvolte ogni anno, sempre diverse, nel periodo di esami di maturità. Si sente anche “Qui”, un momento rivoluzionario della sua vita, a Valle Giulia, “Dì una parola”, dedicata a tutte, proprio tutte, le donne. E prima ancora “L’ottimista”, una canzonaccia anche se ha dato un po’ di fastidio al potere. La parte finale è quella dei grandi titoli, in assoluto i più conosciuti, popolari e amati : “Amici mai”; “Alta marea”, “Benvenuti in paradiso”, prima dei due bis, “Ricordati di me” e “Roma capoccia”, a ricordare quanto sei bella Roma
Nella superband che lo accompagna si distingue come sempre Amedeo Bianchi al sax, fedelissimo compagno musicale da anni.

Si ringrazia l’organizzazione DuePunti Eventi e l’ufficio stampa Mara Bisinella per la gentilezza e l’ospitalità

Este (Padova), Castello Carrarese- visto il 24.07.25 

ANTONELLO VENDITTI – NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI 40TH ANNIVERSARY –  2025 EDITION
Este Music Festival – organizzazione DuePunti Eventi 
organizzazione tour Friends&Partners
con Antonello Venditti
organizzazione

Facebook: Antonello Venditti

Instagram: antonellovenditti.official

YouTube: Antonello Venditti

www.friendsandpartners.it

www.duepuntieventi.com

Scaletta:

Intro Zarathustra

Raggio di luna

Bomba o non bomba

Sotto il segno dei pesci

Giulia

Lacrime di pioggia

Peppino

Giulio Cesare

Notte prima degli esami

Mai nessun video mai

Qui

Non è la cocaina

Ci vorrebbe un amico

L’ottimista

Piero e Cinzia

Stella

Di’ una parola

Che fantastica storia è la vita

Unica

Amici mai

Alta marea

In questo mondo di ladri

BIS:

Ricordati di me

Roma capoccia

About the author

Francesco Bettin

Francesco Bettin nasce a Bassano del Grappa (Vicenza) nel 1962. Articolista dal 1980, comincia scrivendo e collaborando con quotidiani e riviste locali, formandosi in seguito prevalentemente su critica teatrale, esercitando anche quella cinematografica, qualche volta. Successivamente inizia a scrivere, sempre per diverse testate, anche online, di musica, facendo recensioni. Numerosissime sono le sue interviste pubblicate, da Monica Guerritore a Alessandro Haber, da Cristiano De Andrè a Laura Morante, Claudia Gerini ecc. Anche sul suo sito, olimpiainscena.it , scrive e pubblica, divulgando anche con mailing list, numerosi articoli, recensioni e interviste sia di teatro che di musica, assieme a un gruppo di fidati collaboratori. Pur avendo i requisiti non ha mai voluto diventare giornalista pubblicista.

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