Recensioni

Annie Barbazza e Max Repetti- Moonchild

Per gli artisti veri si spalancano sempre le porte della Storia.

Tempo fa lessi su un noto quotidiano la dichiarazione di un medico inglese che, con molta naturalezza, dichiarava: il cancro è la miglior morte possibile, perché ti lascia il tempo di salutare. Rispetto le idee altrui ma, a mio modesto avviso, davanti a drammi umani di questo tipo il silenzio sarebbe opportuno. Un silenzio che non cancella, ovviamente, né il problema né il dolore. Ma se volessi trovare un senso, in quella che considero solo una cinica costatazione, è lo stravolgimento del concetto di Tempo. Prospettive e progetti vengono stravolti e, in qualche modo, tra mille sofferenze, ogni attimo diventa prezioso. A questa dura realtà non possono sottrarsi neppure quelli che per noi sono miti. Il pensiero corre all’ultimo album e al video rivelatore di David Bowie; a Wilko Johson che, di fronte ad una condanna apparentemente senza appelli, ha trasformato il suo dramma umano in un film documentario, nel quale racconta, passo dopo passo, concerto dopo concerto, riflessione dopo riflessione, l’evoluzione di quella malattia che, miracolosamente, non gli è stata fatale (The Ecstasy Of Wilko Johnson, regia di Julien Temple, G.B. 2015).
Un destino simile, ma senza lieto fine, è toccato nel 2016 a Greg Lake ed è di lui, della sua Musica e del suo ultimo progetto che oggi ci occupiamo. Il nome di Greg Lake lo leghiamo immediatamente ai King Crimson, al trio Emerson, Lake & Palmer, alla grande e meravigliosa Storia del Progressive ma… il suo ultimo progetto era quello di dare alle stampe un album essenziale e intimista, con il quale ripercorrere la sua lunga carriera. L’album, uno dei tanti progetti pensati e progettati con Max Marchini per la Manticore Records, in un primo tempo prevedeva il solo utilizzo di chitarra acustica e voce ma, per la complessità degli arrangiamenti di alcuni pezzi, si optò per l’utilizzo del pianoforte. A questo punto della storia entrano in gioco il pianista Max Repetti direttore della Scuola di Musica Artemusica di Rottofreno (PC) e… una diagnosi impietosa che non lascia speranze.
Moonchild a deep journeu in to the music and poetry of Greg Lake, questo il titolo dell’album, prende forma grazie anche all’impegno e agli sforzi di Greg Lake, anche se non sarà lui a colorare le calde e struggenti note del pianoforte ma Annie Barbazza, polistrumentista e splendida voce che aveva già accompagnato Lake in occasione del concerto di Piacenza e che lo stesso Lake ha scelto per perpetuare la sua opera. I più attenti la ricorderanno anche accanto al geniale Paul Roland. Due artisti di grande caratura, un repertorio immenso, una guida sicura come quella di Max Marchini e la supervisione di un uomo che ha fatto la Storia del Prog non lasciano spazio a dubbi: album emozionante e intenso, solenne e romantico, lirico e misterioso come l’insieme confuso dei pensieri che nascono guardando un’eclissi di Luna.
Il solco è stato tracciato e non è improbabile che questo progetto abbia un seguito, ma nell’attesa vi segnalo che la tiratura è piuttosto esigua: 500 eleganti copie in vinile e 1000 paper sleeve CD.
Davanti alla morte siamo tutti uguali, ma il destino degli Artisti è, in parte, diverso: sia che la morte li abbia cristallizzati in un’eterna e maledetta giovinezza, sia che il corpo abbia subito le ingiurie del Tempo, per loro si spalancano sempre le porte della Storia.

C’est La Vie
Have your leaves all turned to brown
Will you scatter them around you
C’est la vie…

About the author

Fortunato Mannino

error: Sorry!! This Content is Protected !!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Con questo sito acconsenti all’uso dei cookie, necessari per una migliore navigazione. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai su https://www.sound36.com/cookie-policy/

Chiudi