Recensioni

Angela Kinczly – Tense Disorder

Quattro brani di gradevolissimo ascolto ottenuti con un lavoro di centrifugazione di elementi di base come il pop melodico, l’elettronica e la canzone d’autore.

Quattro brani di gradevolissimo ascolto ottenuti con un lavoro di centrifugazione di elementi di base come il pop melodico, l’elettronica e la canzone d’autore. Questo, nelle sue linee essenziali, il progetto intrapreso da Angela Kinczly che ha dato luogo alla pubblicazione di Tense disorder, quarto lavoro della cantante e autrice bresciana di origini ungheresi.
Non mancano ad Angela le esperienze maturate nei locali e on the road ma neanche quelle classiche (forse più impegnative) che affiancano la sua formazione accademica conseguita presso il Conservatorio di Brescia.
Quattro i brani (tutti cantati in lingua inglese) presenti nel disco: Tense disorder, Spies, Dark secret love e A notion, minimali e liquide le atmosfere in genere dominate dalle tastiere elettroniche e da una scheletrica chitarra elettrica, vagamente folkie l’andamento dell’ultima traccia del disco, A notion, in cui a prevalere è il suono della chitarra classica.
Poco meno di un quarto d’ora di musica, il CD appare ispirato a sonorità che richiamano noti e meno noti modelli cantautorali femminili d’oltremanica e d’oltreoceano. Le canzoni sono valide e si ascoltano più che volentieri, arriverei a dire che Tense disorder, nonostante la sua brevissima durata, merita attenzione perché è un buon disco. Impossibile però far passare sotto silenzio la mancanza, nel disco stesso, di quel “quid” che fa la differenza quando si valuta una nuova uscita discografica. Non abbiamo riscontrato nessun elemento di vera discontinuità rispetto al già sentito, e questo è un fatto. Ciò naturalmente non significa che è obbligatoria l’originalità a tutti costi, ma solo che probabilmente il disco della Kinczly non resterà scolpito negli annali della storia della pop music . Detto in altri termini, Tense disorder è opera accattivante e ben fatta che si ascolta molto volentieri ma che si dimentica altrettanto facilmente.

About the author

Giovanni Graziano Manca

Giovanni Graziano Manca

Pubblicista, poeta, ha collaborato e collabora alla redazione di numerose riviste cartacee e web scrivendo di musica, poesia, letteratura, cinema ed altro. Ha pubblicato alcuni volumi di poesia (In direzione di mete possibili, Lieto Colle, 2014; Voli in Occidente, Eretica, 2016) e uno di racconti brevi (Microcosmos, Sole, 2013). Vive a Cagliari, meravigliosa città del Mediterraneo.

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