Willie Peyote.
Già quattro ore di concerto, ma quando esce Guglielmo Bruno, al secolo Willie Peyote, è come se fosse il primo pezzo della serata. La sua energia contagia il pubblico e l’Hip Hop che porta sul palco lo galvanizza. Ironico, sfrontato come sempre, ha appena presentato l’ultimo lavoro “sulla riva del fiume“, sesto album del cantautore torinese. Due partecipazioni a Saremo e premio della critica nel 2021.

The Originals (Africa Unite & The Bluebeaters).
E’ sempre un piacere veder salire sul palco Bunna, Pat Cosmo, Mada (questa volta assente), & Co. Una specie di perenne jam session che riunisce parte degli Africa Unite e dei Bluebeaters (a loro volta nati da Casino Royale ed Africa Unite, più o meno…). Voci e stili diversi quelli di Pat e Bunna, sembrano però fatti per cantare e suonare insieme. Basta il solo attacco de Il Partigiano John (scritto nel 1995, sono anche…veggenti?) per capire la forza di questa band. Per chi è di zona saranno il 26 dicembre all’Hiroshima mon amour di Torino,…a family X-Mas.

Meg.
Chi si ricorda dello scricciolo che cantava con Zulu nei 99 Posse? Anche qui direi fine anni ’90:

Ha collaborato anche con i Bisca e manco a dirlo Almamegretta, il polo alternativo partenopeo di allora. Ora è Meg, più corto il nome, ma ben più lunga la carriera e l’esperienza fatta. Il genere è cambiato un po’, lascia maggior spazio alle sue doti vocali e all’elettronica, sembra anche aver riscoperto una vena Jazz, come da piccola.

Samuel.
Si gusta il concerto dal pit con Max Casacci, balla, duetta con Pat ed Alioscia, poi ci regala un Dj set dei suoi, che nonostante le ormai sei ore di concerto, il pubblico gradisce, eccome!

Mahout.
Ci avviamo alla conclusione, a chiudere la 26a edizione degli Amici di Piero sono i Mahout. Gruppo pinerolese da tenere d’occhio; propongono un Punk-Reggae davvero bello e coinvolgente. Nel 2023 è uscito il loro primo album: My heart is a stoner, seguito dal singolo Pam Pam. Più li vedo suonare e più li apprezzo, lunga vita al Reggae pinerolese!

E così siamo alla conclusione della serata, una vera maratona musicale che si ripete da ventisei anni. Sono cambiate le locations, gli artisti sul palco (neppure troppo), ma lo spirito è rimasto lo stesso. Sei ore e mezza di grande musica, per me in particolare che conosco alcuni di loro da oltre trent’anni (…), stanco, ma decisamente soddisfatto. Quando vedo ballare anche i fotografi nel pit vuol dire che la serata è di quelle da ricordare. E così sarà!













