Interviste Recensioni

Alex Clare – Tail of Lion + Intervista

Il suo disco oltre a raccogliere dieci canzoni superbe sembra trasudare buoni sentimenti, serenità d’animo, grande ispirazione,

Il titolo dell’ultima fatica discografica di Alex Clare, cantante, autore, chitarrista e tastierista inglese, sembra essere stato ispirato da un proverbio ebraico che in italiano suona come “è  meglio essere la coda di un leone che la testa di una volpe” (che significa: è meglio seguire qualcuno che è veramente grande piuttosto che essere a capo di qualcosa di negativo o di finto).
Ascoltare Tail of  lion, il suo album più recente (uscito proprio in questi giorni) e leggere diverse cose su di lui, in effetti, mi ha fatto spontaneamente pensare ad Alex Clare come a un personaggio semplice, onesto, coerente, votato anima e corpo alla conduzione di un tranquillo menage familiare che coinvolge sua moglie e i suoi due figli in tenera età e a dare il meglio di sé come musicista e scrittore di canzoni.
“I just really hope people get into this album and enjoy it and relate to it. That’s my mission for the next few months.”, ha dichiarato Clare al quotidiano britannico on line The independent (l’intera intervista è leggibile qui).
Personalmente credo che Clare non avrà difficoltà a raggiungere il suo obiettivo: dando uno sguardo al sito personale si apprende che il musicista inizierà il 2017 con un tour che lo porterà tra le altre, nelle città di Londra, Amsterdam, Praga, Berlino, Budapest, Vienna, Monaco, Zurigo, Colonia, Francoforte, Parigi e Bordeaux.
Che Clare attraversa un momento magico trapela fortemente dai solchi di Tail of lion, disco che oltre a raccogliere dieci canzoni superbe sembra trasudare buoni sentimenti, serenità d’animo, grande ispirazione, inesauribile vigore e voglia di soddisfare le aspettative dei sempre più numerosi estimatori.
Tail of lion è un disco che intreccia indissolubilmente rock, soul music, elettronica e suggestioni dance. Colpisce più di tutto il talento canoro dell’inglese, che è dotato di una voce duttile, versatile e di una timbrica e di un falsetto che la rendono straordinariamente efficace nei brani più marcatamente Soul. Tell me what you need, Surviving aint living, Gotta get up, You’ll be fine sono solo alcune delle perle che fanno parte di un CD che va ascoltato con attenzione per intero.

Articolo e Intervista di Giovanni Graziano Manca

SOund36 intervista Alex Clare

Ho letto che Tail of Lions è fortemente ispirato alla relazione con tua moglie e al fatto che negli anni più recenti nella tua esistenza sono intervenuti dei cambiamenti (come la nascita di due figli) che hanno apportato delle variazioni sensibili all’intera dinamica del tuo vivere. Pensi che tutti questi cambiamenti verificatisi all’interno della tua vita privata abbiano mutato anche l’approccio con la tua professione di musicista? Se si, come?
Credo che tutto abbia a che fare con il cambio di responsabilità che ogni uomo affronta nel rapporto con la propria moglie una volta che nasce un figlio. Non è un cambiamento che riguarda solo il campo musicale ovviamente ma si tratta di qualcosa di più ampio legato al fatto che crescendo cambia anche il nostro modo di vedere le cose in generale. Spero che il mio comportamento continuerà a maturare negli anni e questo si rifletterà anche nella musica.

Mi piacerebbe sapere in che modo, concretamente, sono nate le canzoni del disco. Vorrei anche chiederti se generalmente le tue canzoni nascono in studio di registrazione o se invece ti capita più di frequente di comporle magari a casa che so, alla chitarra, o alla tastiera.
Creo qualche volta a casa, qualche volta in studio. La cosa più importante è continuare a comporre indipendentemente da dove ti trovi. Ho scritto musica su navi e montagne. Non voglio avere limiti spaziali anche perchè sono spesso fuori.

Tail of Lions appare come un disco per la cui realizzazione è stata necessaria una lavorazione accurata. In studio di registrazione segui tu ogni singolo dettaglio oppure preferisci affidarti all’intuito e all’esperienza di un produttore?
Mi piace essere il più attivo possibile nel momento della produzione ma ho ovviamente delle limitazioni tecniche. L’importante è conoscere i propri limiti e sapere i propri punti di forza. Nel mio caso questi ultimi sono la musica e lo scrivere melodie. Ma non sono molto tecnico.

A Gennaio partirai per un tour che toccherà moltissime importanti città europee (non sono previste date italiane). Ci racconti qualcosa a proposito della dimensione live della tua musica?  Ti piacerebbe suonare in Italia?
Per me l’esperienza live è il punto culminante di mesi di lavoro che comprendono la scrittura, la registrazione e la promozione del disco. E’ assolutamente la parte più bella del mio lavoro.
Stento a credere che non faremo nessuna data in Italia. Spero che qualcosa cambi e che riusciremo a fare qualche concerto anche da voi. Hey promoter italiani, chiamatemi!

English Version
I read that Tail of Lions is strongly influenced by your family, your wife and your two children. Do you think that all these changes in your private life have changed somehow your approach with your musical life?
It is, its very much about the change of dynamic and responsibilities a  man faces in his relationship with his wife once his children arrive. i think, certainly, that as we grow as people, our way of looking at things alters. not just with regards to music. I hope that my attitude will continue to mature, and this will be reflected in my art.

I would like to know how you create your music. Do you create your songs in your studio recording or do you compose at home?

Sometimes at home, sometimes in the studio. the most important thing is to just keep creating, regardless of where you are. I’ve written music on boats and on mountains. I don’t want to be limited by locale, as I’m often in on the road.

Tail of Lions is musically a very accurate album. Do you follow carefully every details in the studio recording or you better prefer confide in a producer’ intuition and experience? 
I like too be as active in the production as possible, but i have technical limitations. its important to know were ones strengths lie. in my case its with writing melodies and music. I’m not very technical.

On January, it will begin your tour in the most important European cities (but no one in Italy). Can you please tell us something about the meaning for you of a live performance? Would you like to play in Italy?

For me, the whole climax and culmination of the months of work that go into writing, recording and promoting an album is for the sake of having a great live experience. for me thats really the best part of my Job.
I can’t believe we don’t have  a show in italy on this tour?! I really hope that changes and we play a few shows there soon! hey Italian promoters, book me!

 

About the author

Giovanni Graziano Manca

Giovanni Graziano Manca

Pubblicista, poeta, ha collaborato e collabora alla redazione di numerose riviste cartacee e web scrivendo di musica, poesia, letteratura, cinema ed altro. Ha pubblicato alcuni volumi di poesia (In direzione di mete possibili, Lieto Colle, 2014; Voli in Occidente, Eretica, 2016) e uno di racconti brevi (Microcosmos, Sole, 2013). Vive a Cagliari, meravigliosa città del Mediterraneo.

error: Sorry!! This Content is Protected !!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Con questo sito acconsenti all’uso dei cookie, necessari per una migliore navigazione. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai su https://www.sound36.com/cookie-policy/

Chiudi