Interviste

Alessandro “Petrol” Pedretti, Intervista

Fortunato Mannino

Passo la mia vita con gli occhi e, soprattutto, con le orecchie sempre in cerca di stimoli e meraviglia

Torniamo a parlare e, a dire il vero, lo facciamo molto volentieri, di Colin Edwin bassista dei Porcupine Tree. Ad inizio anno abbiamo recensito Twinscapes, album molto bello realizzato con Lorenzo Feliciati, qualche settimana fa lo abbiamo ritrovato in gruppo con gli Obake e oggi… e oggi di nuovo in duo con Alessandro “Petrol” Pedretti, talentuoso batterista / polistrumentista de I Giuradei. Endless Tapes, questo il titolo dell’EP, ci proietta virtualmente nel kaos ordinato delle metropoli. Immensi alveari nei quali, ogni giorno, ognuno corre a ricoprire il proprio ruolo sociale. Un kaos ordinato che si concretizza in quattro brani strumentali che… Alessandro “Petrol” Pedretti ci aiuterà a decodificare.

Ciao Alessandro e benvenuto su SOund36. Come prima domanda ti chiedo di presentarti ai nostri lettori.
Ciao cari lettori! Passo la mia vita con gli occhi e, soprattutto, con le orecchie sempre in cerca di stimoli e meraviglia. Da quando ho scoperto il piacere di imprimere le mie emozioni e sensazioni attraverso la musica, mi sono abbandonato completamente alla ricerca di un mondo che vedo pian piano prendere forma, una forma speciale. La maggior parte del mio tempo lo passo a comporre musica, suonare, passeggiare in montagna, coltivare relazioni e cucinare.

Vedere il tuo nome accanto a quello di un grande bassista come Colin Edwin è una bella soddisfazione. Come è nata questa collaborazione?
E’ veramente eccitante ma allo stesso tempo rilassante avere a che fare con Colin. La voglia di giocare e sperimentare è la base del nostro sodalizio e non abbiamo frette. Questa collaborazione è nata da un incontro piuttosto curioso; cercavo un musicista speciale per dare forma a delle idee che ancora non trovavano un pieno sviluppo nella mia testa; Colin ha risposto alla mia chiamata ed è stato molto felice di condividere questa esperienza con me!

Soddisfazione doppia perché mi sembra di capire che l’idea originaria che è alla base del progetto Endless Tapes è tua. Com’è nata l’idea e come l’avete traslata in musica?
In realtà è stata la musica a scegliere per noi. Durante gli scambi del nostro materiale musicale, avvenuto tramite internet, non abbiamo mai discusso riguardo agli arrangiamenti o a soluzioni ritmiche o armoniche. Per esempio, su un brano nato da una mia idea, Colin si raccoglieva nel suo ‘angolo dell’artista’ e lasciava fluire la sua creatività andando a rispettare quella che era la mia idea originale, senza cambiare una nota; e viceversa facevo io. Magicamente tutto questo ha trovato spazio in quello che sono diventate le nostre canzoni, a tutti gli effetti firmate 50/50.

Colin Edwin musicalmente non ha bisogno di presentazioni. Com’è stato lavorare con lui? Raccontarci qualche aneddoto simpatico.
Colin è una persona umilissima, gentile e simpatica e poi è un chiacchierone…questo mette di buon umore e a proprio agio una persona che ha a che fare con lui!
Il primo vero confronto lavorativo l’abbiamo avuto in studio nell’ottobre del 2012 in vista del mixaggio dei brani che sono inclusi nell’Ep. Eravamo insieme al fonico Domenico Vigliotti nello studio di registrazione dei fratelli Giuradei. Una situazione perfetta per lavorare in armonia. Per esempio il primo brano dell’EP (Evoluzione) ha subito uno stravolgimento di struttura in fase di mixaggio ed entrambi, probabilmente ispirati da un dipinto di Magritte, abbiamo trovato la soluzione che ci serviva. Insomma… sono le sensazioni che ci hanno guidato verso la forma definitiva dei nostri pezzi, senza preoccuparci di relegarli ad un genere o ad un cliché preconfezionato! Endless Tapes è questo!

Prevedete un tour nei prossimi mesi?
Stiamo lavorando insieme a Gilda e a Sfera Cubica per presentare i nostri brani dal vivo nei primi mesi del 2015. Nonostante sono tanti anni che giro lo stivale da capo a fondo grazie alla musica, mi accorgo di come sia molto complesso avere a che fare con una nuova band. E’ come ricominciare da capo! Ma tutto ciò è stimolante e spero che presto anche tutti voi ne potrete godere!

Dove potranno reperire Endless Tape i nostri lettori?
La versione fisica si può acquistare direttamente dal sito del distributore “Burning Shed” (https://www.burningshed.com/store/hardworld/product/195/4881/) dove, tra l’altro, ci sono ancora un po’ di versioni BUNDLE CD + CASSETTA, una chicca da non farsi scappare!
La versione digitale si può trovare su iTunes, Amazon e Cd Baby.

La tua esperienza dimostra, ancora una volta, che il nostro panorama musicale è molto diverso da quello che i mass-media propongono. Ci dai una tua opinione a riguardo.
Anche nel mainstream si può trovare qualcosa di profondo e oggettivamente valido. Non sono il tipo di persona che dice…”beh, che m***da, quello è commerciale, non lo ascolto”. Nella mia collezione di dischi, vicino ai dischi dei Gazebo Penguins o dei Verdena, Samuele Bersani o Dalla non sfigurano mica :). Io penso che ciò che conta è l’autenticità che ogni persona ci mette in quello che poi propone. Dobbiamo spogliarci dalle mille maschere che ci impone la nostra società. Il successo, la rockstar e tutti quelle cose stanno sfumando e secondo me è stupido chi pensa che nella vita è importante diventare famoso. Ri- iniziare dai piccoli gesti e dall’amore che ognuno di noi sa donare con le proprie passioni. Ma non è mica facile. Si impara facendo un sacco di errori ma soprattutto facendo i conti con la coscienza. E poi, non dimenticatevi un pizzico di positività! :)

Ti ringrazio a nome della redazione e dei lettori per l’inedito live che ci hai regalato. Prima di lasciarti ti chiedo di rispondere alla domanda che non ti ho fatto e a cui avresti voluto rispondere.

Oddio! Alessandro…è vero che nel 2015 verrà pubblicato un full-lenght di Endless Tapes…ci dai un anticipazione?
A: Si, è molto probabile!.. ancora non si può parlare però… beh.. tenetevi aggiornati sulla nostra pagina facebook…e poi…tenete a mente anche questa cosa: “SDANG!”

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