Recensioni

Alessandro Orlandi -Saturn’s Children

Fortunato Mannino

I brani hanno tutti una loro personalità, una bellezza e un’eleganza che richiama quell’equilibrio e quella razionalità che viene attribuita a Saturno.

Quello che presentiamo oggi è un doppio cd incastonato tra il recente passato e il prossimo futuro. È uscito, infatti, sul finire del 2018 ma due dei cinque video tratti dall’album sono in finale per il California Music Video & Film Awards sezione Best Animation. La cerimonia di premiazione si svolgerà il prossimo aprile a San Francisco e l’augurio è, fin d’ora, che uno dei due possa risultare vincitore. Saturn’s Children è lo scrigno che custodisce questi e altri tesori e porta la firma di Alessandro Orlandi. Come ho scritto all’inizio si tratta di un doppio cd che raccoglie due album diversi, almeno per quanto riguarda la lingua, ma decisamente omogenei per approccio. A dominare, come ci dice lo stesso autore, e come è facilmente intuibile dal titolo e dalle copertine degli album, è Saturno. Il plurale non è un errore, perché sulle piattaforme digitali i due album sono offerti separatamente e sulla copertina di Stille di Stelle, le cui composizioni sono tutte in lingua italiana, campeggia il pianeta Saturno con i suoi meravigliosi anelli.
Mi sembra, dunque, opportuno dare uno sfondo mitologico e non solo a questa recensione. Il mito più noto è quello del dio che, una volta appresa la profezia che uno dei suoi figli avrebbe preso il suo posto, tenta di scongiurarla mangiando i propri figli. Sarà poi Zeus, scampato al cannibalismo del padre, a liberare i suoi fratelli e a spodestarlo. L’analogia con Saturn’s Children sta nel fatto che esce dieci anni dopo il precedente e che molti dei brani hanno trovato solo ora la giusta dimensione. Saturno, nelle sembianze di un vecchio che irriga, lo ritroviamo raffigurato sulla bella copertina del cd. Insegnò agli uomini l’agricoltura e la sobrietà, e nei Saturnalia, feste a lui dedicate, si rievocava la mitica Età dell’oro.
Riportando quanto detto alla dimensione musicale, posso dire che la brevità, la purezza del suono, l’immediatezza del messaggio a cui, spesso, si unisce la giusta dose d’ironia rappresentano il fil rouge che lega tutti i brani. Brani che hanno, comunque, tutti una loro personalità, una bellezza e un’eleganza che richiama un po’ a quell’equilibrio e quella razionalità che viene attribuita dagli astrologi a Saturno.
Alessandro Orlandi e il gruppo che lo accompagna optano per un pop-rock di matrice anglo-americana per veicolare la loro musica e i loro messaggi. La scelta dei brani da segnalare ricade inevitabilmente sui due che sono ancora in corsa per il California Music Video & Film Awards: Arabian Nights che ha già ricevuto una menzione speciale all’Oniros Film Awards; Stilla di Stelle che ha già ricevuto il primo premio come Best Music Video al California International Shorts Festival, il primo premio all’Oniros Film Awards ed è stato selezionato per l’International Music Video Underground.
A questo punto la caratura dell’album dovrebbe essere palese, ma per chiudere il cerchio rimane da sciogliere un solo interrogativo: chi è Alessandro Orlandi? Da quanto detto prima è chiaro che sia un compositore, cantante e un polistrumentista raffinato, ma è doveroso sottolineare anche la sua attività di editore e di promotore di gruppi emergenti, attività che porta avanti attraverso la casa editrice La Lepre Edizioni.

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