Recensioni

Alessandro Bertozzi – Trait d’Union

Fortunato Mannino

Trait d’Union non è solo un caleidoscopio di suoni che ci restituiscono in modo originale i mille colori di un continente ma, come si può intuire anche dal titolo, va oltre.

Se esiste un continente a cui l’umanità deve dire prima grazie e subito dopo scusa questo è l’Africa. A dire il vero, la vecchia e ipocrita Europa dovrebbe scusarsi per tutte le stragi e le devastazioni perpetrate in tutti i continenti, ma l’Africa è un po’ un’eccezione. L’Africa è il continente verso il quale si può girare il volto dall’altra parte e continuare a far ciò che si è sempre fatto: depredare e condannare. Il nostro mondo, probabilmente, sarebbe molto diverso se le materie prime venissero sfruttate adeguatamente da quelle popolazioni ma… Questo è un altro (lungo) discorso.
Se ci spostiamo in ambito musicale poco cambia, perché anche in questo caso i debiti sono tanti e difficilmente saldabili. Ponetevi per un attimo la domanda: quanto dobbiamo in termini di generi all’Africa? Una Cultura, anche se soccombente, non muore mai del tutto e si trasforma in altro. Pensiamo quanti generi musicali sono nati dall’incontro scontro della cultura africana con quella bianca, entrambe straniere, nelle terre del Nuovo Mondo.
Ritmi, Culture e colori dal sapore ancestrale che continuano ancora oggi e lo faranno per sempre a diffondere il mal d’Africa.
Come avrete intuito anche dalle figure antropomorfe e dalle figure stilizzate di animali, oggi presentiamo un disco che ha i colori e i profumi dell’Africa. Il sassofono color oro, metallo eterno come la bellezza della Musica, che spicca sulla copertina è quello del compositore Alessandro Bertozzi.
Un nome importante del panorama musicale internazionale e il fatto che la sua Musica e il suo stile sono talmente apprezzati lo dimostrano le centinaia di album in cui appare. La sua discografia personale è decisamente più ridotta e, spesso, si snoda sulla via Italia – U.S.A. e affonda le sue radici nella Musica nera nata e sviluppatasi negli Stati Uniti.
Trait d’Union, questo il titolo dell’album, non fa eccezione ma ha delle peculiarità che lo rendono unico, infatti, a quelle sonorità si mescolano quelle tipiche di un’Africa più esotica e tribale.
I testi sono in lingua wolof, lingua parlata dall’omonima popolazione senegalese, e a recitarli è un altro grande come Pap Yeri Samb.
Trait d’Union non è solo un caleidoscopio di suoni che ci restituiscono in modo originale i mille colori di un continente ma, come si può intuire anche dal titolo, va oltre. Va oltre perché ricorda a tutti che le persone non vanno giudicate dal colore della pelle e questo ingiustificabile clima d’odio non ha motivo di esistere. La vita, come si canta nei testi, va vissuta serenamente e nel rispetto di tutti.
Ad accompagnarci in questo suggestivo viaggio, oltre ad Alessandro Bertozzi e al già citato Pap Yeri Samb, troviamo alle percussioni Ernesto da Silva, alla batteria Maxx Furian, al basso Alex Carreri e alle tastiere Andrea Pollione. Tutti musicisti di grande talento.
Trait d’Union è uscito per la Level49 a fine maggio ed è disponibile su tutte le piattaforme ma, come sempre, consiglio l’acquisto del supporto fisico.

Alessandro Bertozzi
Red&Blue Music Relations
Stefano Dentice
Level49

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