Recensioni

Addamanera – Un Uomo Che Si Pensava Quell’Altro

Fortunato Mannino

Un sound complesso, ricercato e allo stesso tempo orecchiabile. Le tematiche testuali spaziano dal fiabesco all’attualità ma sempre con una grande attenzione alla parola e all’immagine che essa evoca

A dir la verità io stesso non saprei come definire questo articolo! Una recensione? Un invito? Una disquisizione più o meno valida sulla musica italiana in genere? Fate Voi! Io mi riservo solo la libertà di pensiero.
Qualche tempo fa mi è stato consigliato di dare un’occhiata al sito dell’etichetta Trovarobato perché avrei trovato sicuramente dei gruppi interessanti. Detto fatto! Tra le varie proposte mi ha naturalmente incuriosito il gruppo degli Addamanera. Vuoi per la scheda di presentazione che, in generale, collima con i miei interessi musicali: musicisti che da subito esplorano i territori del folk, del rock, del pop classico-psichedelico; vuoi per il curriculum interessante…Ho richiesto l’ultimo lavoro Un Uomo Che Si Pensava Quell’Altro. La risposta è stata: il gruppo si è sciolto subito dopo la registrazione. L’album è disponibile solo su mp3!
Ho scaricato l’album. L’ho ascoltato diverse volte. E ascoltandolo mi domandavo il perché un gruppo che fa buona musica, ispirandosi a modelli di prim’ordine, in Italia non riesce ad imporsi!?! La risposta che, ormai da tempo, mi sono dato è: il fattore M! Ovvero se non sei belloccio; se proponi qualcosa in più del giro Do; se non sei il prodotto confezionato di una trasmissione televisiva di grido; se il tuo modo di cantare non ha la sofferenza preparto che adorano le teenager che compreranno il CD…è meglio cambiare mestiere! Se, invece, hai tutto questo significa che hai il fattore M! Ovvero tutto quello che ti serve per il gran salto nel mondo della musica italiana!
Non so nulla della storia degli Addamanera di come si sono formati e del perché si siano sciolti, ma non mi meraviglierei molto se il problema fosse legato alle prospettive. L’underground italiano è variegato, ci sono gruppi molto validi che stentano non poco a confrontarsi con una quotidianità fatta di poca cultura musicale e con una mentalità che gira inevitabilmente intorno al denaro! Il risultato è che prima o poi del gruppo resta solo il ricordo. In questo caso un grazie alla Trovarobato che ha dato all’album almeno una vita multimediale!
Lasciamo le polemiche e le disquisizioni che spesso sono fini a se stesse! Come detto l’album si può scaricare gratuitamente sul sito della Trovarobato e…Fatelo! Si tratta di un lavoro ben fatto che avrebbe meritato miglior fortuna! Intendiamoci non si tratta di un album perfetto! Se il gruppo non si fosse sciolto e avesse pubblicato il CD avrei sicuramente messo in rilievo i difetti, primo tra tutti il numero delle canzoni. Almeno un paio avrebbero potuto trovare spazio in un eventuale B side o meglio in un album futuro. Anche le radici musicali in qualche caso sono molto evidenti ma…Visto che si tratta di un’opera che rischiava di non veder mai la luce preferisco evidenziare i punti di forza.
Un sound complesso, ricercato e allo stesso tempo orecchiabile. Le tematiche testuali spaziano dal fiabesco all’attualità ma sempre con una grande attenzione alla parola e all’immagine che essa evoca. Vi segnalo, come sempre prima di lasciarVi all’ascolto, qualche brano. La sorte del toro è, per me, il brano più suggestivo. Diviso in tre parti distinte è caratterizzato da un suono tipicamente mediterraneo nel quale si narra dei riti propiziatori di un buon raccolto. Nel brano mi sembra di cogliere elementi che rimandano al culto misterico di Demetra molto diffuso tra Calabria e Sicilia. Un breve quanto intenso intermezzo acustico e l’elemento mitologico rientra nella terza e ultima parte. L’attualità e più precisamente l’incomunicabilità che caratterizza la società del nostro tempo è il tema di Sofà. Il testo è semplice e allo stesso diretto giocato tutto sulla forza evocativa delle parole. Si tratta di un brano musicalmente più canonico ma ben suonato con la chitarra elettrica in bella evidenza.

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