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1969. L’anno della controcultura -AuditoriumArte

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Scritto da Red

La mostra di Ernesto Assante sarà fino al 6 Gennaio all’AuditoriumArte.

Un anno come il 1969 andrebbe raccontato con un libro, e in molti lo hanno fatto. O con un film, una serie televisiva, un documentario, strumenti che possono ricomporre il mosaico ricchissimo di un anno travolgente. La mostra 1969. L’anno della controcultura: parole, musica, immagini in programma all’AuditoriumArte dal 6 dicembre al 6 gennaio 2020, lo farà mettendo insieme alcuni pezzi di questo mosaico, quello legato alla controcultura: quelli della sua nascita, nella baia di San Francisco e tra le strade di New York con i poeti della Beat Generation, e tra i docks del porto di Liverpool dove i giovanissimi Beatles accendevano la miccia della nuova cultura giovanile. E poi la mostra ripercorrerà l’anno della controcultura, quello in cui improvvisamente tutto sembrò possibile, il 1969 appunto. Un racconto fatto attraverso fotografie, poster, giornali, libri, dischi, memorabilia, video e audio legati a poeti, scrittori, musicisti, attivisti, uomini e donne che hanno agito in prima persona in quell’anno decisivo. E ancora la musica, il rock in particolare, la politica, la cultura, la letteratura, la vita, travolti da un’ondata giovanile che rifiutava regole e abitudini, e ne voleva stabilire delle nuove.  Un’ ondata che ha impresso una accelerazione ai movimenti sociali, politici e culturali che in quell’anno divennero ancora più grandi e forti. Piccoli ricordi, squarci di realtà, grafica e suoni, parole e immagini, una sequenza di fotografie realizzate da alcuni dei più grandi fotografi dell’epoca, immagini che cercano di restituirci l’attualità di quei momenti straordinari, dalla fine della primavera di Praga al primo Gay Pride, dalle manifestazioni femministe a quelle contro la guerra in Vietnam, immagini di giovani, di ragazzi, che in tutto il mondo erano in movimento. E poi alcuni poster della grande stagione dei concerti rock, quelli dell’archivio di Bill Graham, il più importante organizzatore di eventi musicali dell’epoca. E poi biglietti di concerti, libri, e soprattutto i giornali della controcultura americana, la “free press” che seminava controinformazione e immaginava giornali che erano bollettini e opere d’arte allo stesso tempo. Opere d’arte come le copertine degli album più importanti del 1969, l’anno della fine dei Beatles ma anche del loro concerto sul tetto, di “Abbey Road” e “Let it be”, delle manifestazioni pacifiste di John e Yoko, degli album di Harrison e Lennon. L’anno del trionfo del rock e della magnifica realizzazione dell’utopia al festival di Woodstock.

A cura di Ernesto Assante

Inaugurazione venerdì 6 dicembre h19
AuditoriumArte – Ingresso libero
Dal 6 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020
Orari dal lunedì al sabato dalle ore 17 alle ore 21
Domenica e festivi dalle 11 alle 21

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