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Recensioni Soundcheck

Vök @ Serraglio (Mi) + Recensione Figure

dissolvenzelab
Scritto da dissolvenzelab

Il momento live è un energico mix di sonorità elettroniche e trip hop, la voce di Margrét Rán è graffiante, a tratti ipnotica ed estremamente sensuale.

Gli islandesi Vök , presentano il loro ultimo lavoro “Figure” sul palco del Serraglio di Milano, che manda così a segno un altro bel “colpaccio” nel proprio cartellone musicale. Una band da seguire con molta attenzione in futuro, senza dubbio destinata a far parlare molto di sé anche in Italia.
Il momento live è un energico mix di sonorità elettroniche e trip hop, la voce di Margrét Rán è graffiante, a tratti ipnotica ed estremamente sensuale. E’ evidente l’affiatamento del quartetto: Andri Mar, Ólafur Alexander, e Einar Stef costruiscono insieme un beat con un carattere distintivo e personale fondendo con originalità synth, sassofono, batteria, chitarra, basso. Un sorprendente spettacolo, dove le atmosfere oniriche avvolgono e scuotono con ritmi potenti, a tratti ossessivi e dark, e sono enfatizzate dai giochi di luci e colori che vengono proiettati sul palco.
Vi presentiamo la fotogallery del concerto 
Foto di Helga Bernardini – DissolvenzeLab
Vök @Serraglio (MI)

 Recensione Figure di Claudio Donatelli

Le vie del pop sono infinite e i Vök ce lo ricordano e dimostrano con la pubblicazione del loro primo cd, dal titolo Figure. Quattro giovanotti che provengono dalla lontana, fredda Islanda, per la precisione Reykjavík che si conferma sempre più città musicale e della musica, dove la musica stessa è considerata ricchezza e valore per le anime che vi vivono.
Il successo di questa band sembra prenotato già da un paio di anni, i precedenti singoli Tension (2013) e Circle (2015) hanno seminato molto bene generando interesse, aspettative, passione attorno agli stessi.
La cosa che rende Figure un album importante nel panorama internazionale è la sua grande capacità di comunicare emozioni, semplici e dirette. Emozioni, il linguaggio utilizzato è quello di un sound caldo, denso, ritmato, sul quale la bellissima voce di Margrét Rán si poggia e crea un intimo e confidenziale canale empatico con l’ascoltatore.
Vök ci riportano un po’ indietro nel tempo, alcuni campioni ripetuti qua e là per la singola canzone, la chitarra distorta che lancia piccoli riff, le aperture melodiche sempre presenti, chissà questo disco sarebbe potuto essere il prodotto dell’incontro artistico di 2 super band dei fine ’90 Morcheeba e Portishead. Troppo? Non lo sappiamo, la musica cambia velocemente ma azzardiamo un possibile parallelo.
Sicuramente i 4 di Reykjavík hanno studiato molto prima di arrivare a realizzare 10 canzoni, che suonano elettroniche, melodiche, confidenziali e un pizzico familiari. Tra le tracce che ci sono piaciute di più c’è sicuramente Polar, ballata densa di patos probabilmente anche la canzone più suonata, dimostrando che i Vök sono degli ottimi performers.
La canzone Figure, che dona il nome al cd, ci svela il piano artistico dell’intero lavoro, il mistero è l’elemento con il quale la band ama giocare, nascondere significati, mascherare ciò che è palese, per poi svelare tutto con un semplice soffio. Questo è il trucco spassoso con il quale i Vök amano giocare.
Articolo di Claudio Donatelli

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dissolvenzelab nasce dal desiderio di un gruppo di fotografi di allontanarsi dalla dimensione individuale tipica di chi pratica la fotografia per farne invece un progetto collettivo. Attraverso la relazione e lo scambio, siamo un laboratorio di formazione permanente, e nella ricerca di progetti fotografici condivisi concretizziamo il dissolversi di ogni blocco che mina la creatività e fossilizza il nostro punto di vista .Ogni scatto selezionato e' il frutto di una sintesi collettiva. Il metodo partecipativo che accomuna Dissolvenze Lab a SOund36 ha generato la scintilla da cui nasce questa preziosa collaborazione

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