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Interviste

Violenza 124

Annalisa Nicastro

Violenza 124, è il nuovo progetto musicale di Niccolò Fabi. On-line dal 31 ottobre scorso, Violenza 124, è la rappresentazione di sette declinazioni diverse di una stessa idea musicale assemblate e montate tra loro a diventare un'”unica opera” che rappresenta narrativamente la violenza.
Alla realizzazione dell’opera hanno preso parte sei diversi nuclei artistici, scelti dallo stesso Fabi, “tra gli artisti che ammiro”, utilizzando come criterio nella scelta la diversità di linguaggio musicale ma al contempo la complementarietà. La scelta è ricaduta su: Mokadelic, Olivia Salvadori & Sandro Mussida, Boosta, Roberto Angelini, gli Gnu Quartet e la Artale Afro Percussion Band.
Il lavoro dei vari gruppi si è basato su una “cellula”, un’unità musicale minima con un carattere sufficientemente preciso, fornita da Niccolò, sulla quale ogni formazione poteva esprimersi liberamente sulla base del proprio linguaggio. Successivamente le varie tracce sono state montate in completa libertà da Fabi, dando così origine a una rappresentazione musicale della violenza, unica e originale che spazia da quella tribale di un canto africano del gruppo di percussionisti guidati da Ruggero Artale all’urlo distorto del post rock dei Mokadelic, da quella repressa nell’acusticità malinconica di Roberto Angelini al canto profondo negli esperimenti lirico elettronici di Olivia Salvadori e Sandro Mussida, da quella notturna e danzante di Boosta a quella cortese e da camera nelle armonizzazioni degli Gnu Quartet. Niccolò (Fabi), raggiunto telefonicamente, ci ha raccontato che il progetto è nato casualmente da una sua voglia di tentare di utilizzare diversamente la propria creatività, provare a percorrere strade inconsuete da quelle usuali e note. L’idea è stata successivamente accolta con entusiasmo da tutti i partecipanti al progetto.
“Ovviamente”, continua Niccolò nel corso della nostra conversazione, “è stata una scelta molto rischiosa, quella di prendere dei brani musicali a scatola chiusa…ma alla fine sono risultati tutti molto interessanti. Assemblarli non è stato facile proprio in virtù delle differenti sonorità ma credo che alcuni momenti valgano tutta l’opera, hanno un impatto molto forte, a volte destabilizzante”.
Il termine opera è quello giusto, Niccolò, infatti, nel suo lavoro di assemblaggio, si è avvicinato ai vari pezzi con un approccio molto classico, cercando di rispettare le regole della narrazione musicale.
Alla domanda se il progetto Violenza 124 possa subire un’evoluzione, Niccoló ci conferma che al momento non c’è nulla di certo, “sarebbe auspicabile che un artista si interessasse al progetto, trovo, infatti, che all’ascolto sia molto simile a un mantra, crei delle atmosfere ipnotiche[…]potrebbe essere l’ideale a sostegno di una video-installazione”.
In un momento di crisi del mercato discografico il progetto di Niccolò assume un’importante valenza, come lui stesso ci conferma “invece di lamentarsi credo che sia importante fare, creare, non fermarsi ma tentare nuove vie come appunto l’utilizzo del web come mezzo per la diffusione della musica”, tra l’altro da pochi giorni oltre alla possibilità di scaricare i brani direttamente collegandosi al sito www.violenza124.com è anche possibile ordinare il Cd.

Tra le varie formazioni artistiche che hanno preso parte al progetto Violenza 124 abbiamo rivolto qualche domanda ai Mokadelic, giovane formazione post-rock della scena musicale romana.
Violenza oltre ad essere nel titolo del progetto è anche il tema scelto da Fabi per l’intera opera. Ma cos’è la violenza per i Mokadelic?
Cristian Marras, basso:La violenza direi che corrisponde alla soppressione della libertà altrui con l’utilizzo della forza e direi anche che per pudore o altro sia una delle emozioni meno trattate nella musica molto meno di argomenti altrettanto negativi come la tristezza, la malinconia, la rabbia, dell’amore non ne parliamo
Alessio Mecozzi, chitarra: In generale sono spaventato più dalle conseguenze che la violenza comporta, piuttosto che dalla violenza stessa. Ciò che rimane dopo la violenza può essere molto più doloroso, qualcosa di definitivo che conduce a una rielaborazione differente rispetto all’evento in sé.

Sempre le indicazioni di Niccolò (Fabi) prevedevano una base comune, tonalità in Re minore e velocità metronomica di 124 bpm. Avete lavorato in completa autonomia oppure vi siete sentiti con Boosta, Angelini e gli altri?
Alessio: Sinceramente i nostri contatti con Niccolò e la creazione di Red July (titolo del brano contenuto nell’opera Violenza124) sono avvenuti indipendentemente dagli altri musicisti coinvolti nel progetto. E’ stata una scelta dello stesso Niccolò non far incontrare le varie parti prima della fine delle singole registrazioni per lasciare un po’ di mistero e non farsi influenzare nell’interpretazione del brano musicale. È stato molto emozionante e divertente così ascoltare gli altri musicisti solamente alla fine, quando il mixaggio era avvenuto. Ci siamo visti per l’ascolto e ci siamo confrontati riguardo alle nostre esperienze.
Cristian: tutti i sei artisti che hanno partecipato al progetto hanno lavorato in totale autonomia, anzi direi che un requisito fondamentale era proprio quello dell’indipendenza creativa. Ognuno avrebbe dovuto esprimere e interpretare il tema fondante della cellula a modo suo. Ovviamente l’unico che teneva le redini di tutto il lavoro era Niccolò, solo lui aveva l’opportunità di seguire il work in progress.

Violenza 124 ha colpito molto, oltre che per l’originalità di un’opera corale nella quale sono confluite esperienze musicali di vario genere, anche per la scelta di utilizzare il web come interfaccia con il pubblico e non i normali circuiti di distribuzione legati alla pubblicazione di un disco, scelta quanto mai innovativa per il nostro paese. Vi è piaciuta anche quest’idea o preferivate il classico Cd?!
Alessio: è un’idea sicuramente originale quella intrapresa da violenza 124. Personalmente preferisco il classico cd, completo di grafica, credits, foto; Da questo punto di vista sono un nostalgico, mi piace rigirarmi in mano la confezione del cd durante l’ascolto, esplorandolo in ogni minimo dettaglio, dall’altra però capisco anche la necessità di stare al passo con i tempi, e quindi una distribuzione via web è sicuramente più veloce e attuale. Comunque sul sito è possibile acquistare sia il formato doppio cd con il progetto violenza 124 e i singoli brani dei musicisti-gruppi, sia quello digitale.
Cristian: Noi, che come gruppo proveniamo da una situazione underground e indipendente, abbiamo già sperimentato la diffusione dei materiali via web rimanendone soddisfatti, paradossalmente credo che ora sia più facile e comodo per chiunque reperire musica via web. Siamo arrivati al punto in cui le persone interessate a una certa opera musicale la reperiscono da casa con la loro connessione piuttosto andando in macchina alla ricerca del negozio di dischi che tratti il genere anche perché i negozi di dischi, che per quelli della nostra generazione erano diventati dei luoghi di culto e di scambio, stanno sparendo molto velocemente. In poche parole mi sembra una soluzione ideale per il momento storico musicale

Cosa vi ha lasciato quest’esperienza?
Cristian: questa esperienza ci ha lasciato una sensazione diffusa di “possibilità”, non vorrei essere criptico. E’ semplicemente che sentire dialogare armonicamente generi così apparentemente lontani in un’unica sessione ci ha fatto capire che in fondo, al di là di ciò che rimane racchiuso all’interno del proprio gruppo, una relazione esperienze musicali diverse è possibile, anzi più vicina di quanto si creda.
Alessio: si sicuramente ci ha aperto gli occhi verso possibili collaborazioni con persone non affini a noi dal punto di vista musicale, ma che hanno un’idea comune di musica e dell’arte in generale. Abbiamo già collaborato in passato con altri musicisti, ma quest’esperienza è stata molto più corale, più coraggiosa per la differenza di artisti che ne hanno preso parte. Ci siamo messi in gioco maggiormente e ne siamo pienamente soddisfatti.

Tiziana Cantarelli (22.11.08)

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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