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Interviste

Valeria Caputo – Migratory Birds

Annalisa Nicastro

Cosa vuol dire per te essere una cantautrice oggi? Hai incontrato o incontri difficoltà nel tuo percorso di crescita musicale?
Ciao a tutti! Quello che penso è che oggi sia già difficoltoso “essere sé stessi” e sono molti i ruoli penalizzati, prima di quello del cantautore. Anzi! Credo che il cantautore sia uno dei pochi personaggi a rimanere (in un certo senso) privilegiato, per il fatto che è “uno tra i tanti”, semplicemente un passante che racconta la propria storia, o in generale “La Storia” dal suo punto di vista. Costui riveste un ruolo importante quando riesce ad “arrivare” all’ascoltatore per (rimanerci e) e poi tornare a mischiarsi tra la folla.
Personalmente non cerco nulla d’artefatto, voglio solo esprimere la mia esistenza nel modo che conosco. Ovviamente si tratta di un “viaggio” speciale, in cui il cantautore è sia osservatore che attore.
Le difficoltà ci sono, non lo nego, ma non vorrei cadere nella retorica per cui mi limito a dire che il mio è un percorso, è una crescita fondata sulla curiosità e sulla ricerca, o a volte, semplicemente, una intima espansione del sé. La mia difficoltà è pari a quella di qualsiasi altro uomo che vuole essere libero…è un parallelo tra vita e musica, che io non discerno.

Come sei arrivata a concepire, il tuo primo album Migratory Birds?
Sì, “Migratory Birds” è il mio primo album, è vero. La mia storia di cantautrice però inizia molto prima, perchè da subito ho voluto raccontarmi attraverso musica e parole, anche se la mia prima vocazione in pubertà fu la pittura. Negli anni passati sono stata sempre produttiva ed ho molti altri pezzi inediti. “Migratory Birds” contiene, infatti, anche alcuni brani, diciamo…datati, ma che rivelano, manifestandosi oggi, il dispiegarsi di quel meraviglioso viaggio che è la vita. Tutti siamo in continua evoluzione e migriamo da un luogo all’altro, che siano luoghi fisici o metafisici. Credo, insomma, nell’attualità di questo concetto: la ricerca dell’uomo è basata sul viaggio, in senso omerico, fra scambi e cambi di prospettiva, ora più che mai con la condivisione di culture multietniche.
C’è anche da dire che per questo mio viaggio musicale moltissime persone meravigliose hanno dato un contributo affinché si trasformasse, dopo il suo concepimento, in un fatto concreto. Ringrazio tutti i musicisti e le persone che hanno voluto condividerlo, migrando qua e là con me.

Questo progetto è sovvenzionato dalla gente attraverso un’azione di “crowd founding”, ce ne puoi parlare meglio?
Ho deciso di esordire da “indipendente” utilizzando questo tipo di raccolta fondi, grazie al quale sono sostenuta dall’adesione diretta delle persone fiduciose e curiose di ascoltare il mio disco.
Grazie al sito “Produzioni dal Basso” è possibile, infatti, prenotare una o più quote, ciascuna pari al costo di una copia del disco: una volta terminata la produzione, i cd verranno spediti al domicilio dei sostenitori, ma solo se e quando la raccolta fondi si sarà completata al 100%.
Questo è il link per chi fosse interessato: http://www.produzionidalbasso.com/pdb_843.html
A proposito d’indipendenza…ho seguito personalmente tutti i processi e le fasi della realizzazione del mio disco e spero di non trascurarne alcun aspetto, visto che le cose da fare sono davvero tante!!! Sarò grata a chi vorrà sostenermi.

Le canzoni sono tutte in lingua inglese, spiegaci la tua scelta.
L’inglese mi risulta più musicale…nonostante il mio accento italiano ho deciso di migrare verso suoni più morbidi e dalla metrica meno rigida. I miei ascolti, sono per la gran parte di tipo “anglofono” e non mi sono mai posta troppi interrogativi.
Semplicemente mi piace scrivere in inglese, anche se qui in Italia non è sempre così diretto e immediato.
Avrò piacere a creare un link dove sarà possibile leggere le traduzioni dei miei testi, quando sarà pronto tutto.

Testi e musica, come nasce una tua canzone?
Innanzi tutto vivere. Tutti gli eventi della vita sono significativi. Tutti contribuiscono a creare la materia grezza dalla quale tirar fuori la “scultura musicale”. Nel mio caso non c’è un ordine prestabilito. E’ difficile che io parta da un testo però…anche se ciò non è impossibile.
Tutto si genera dal mio umore. Le sfumature e suoni si spiegano tramite le parole, rivelando anche a me cos’è quella spinta così forte che sento. Molto spesso le canzoni hanno un potere terapeutico e mi aiutano a guarire da scottature o delusioni oppure viceversa elevano i sentimenti più nobili. Non posso prescindere dallo schiantarmi contro gli eventi esistenziali, e come dicevo prima, non discerno l’esperienza tra vita e musica.
La ricerca, lo studio, gli ascolti, alcune metodologie compositive e altri vari stimoli, creano la struttura e la macchina che sostengono e veicolano il messaggio intrinseco, sublimandolo…o per lo meno questa è la mia profonda intenzione…quello che spero di aver realizzato nel mio disco e che arrivi.
Allora buon ascolto!

Per approfondire: www.valeriacaputo.com

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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