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Interviste

Universal Totem Orchestra, Intervista

Fortunato Mannino

E’ un gruppo che ormai è di diritto nella Grande Storia della Musica italiana ed internazionale

Era il 1999 quando la Black Widow Records pubblicava Rituale Alieno degli Universal Totem Orchestra. Album, semplicemente, perfetto destinato già dal primo ascolto a divenire uno dei miei album preferiti di sempre. Un prog rock raffinatissimo intriso di misticismo e riferimenti che rimandano all’occulto, impreziosito dalla bellissima voce di Ana Torres Fraile.
Passano anni, tanti anni, e arriviamo al 2008 e sempre per la BWR esce The Magus, un altro capolavoro a cui segue un altro lungo periodo di silenzio. Silenzio che s’interrompe qualche mese fa con l’uscita, sempre targata BWR, di Mathematical Mother. Approfitto subito per segnalare che l’edizione in vinile contenente il medaglione raffigurante il cartiglio del gruppo è limitata a sole 60 copie… affrettatevi e sperate di essere ancora in tempo.
Per saperne di più su un gruppo che ormai è di diritto nella Grande Storia della Musica italiana ed internazionale e su quest’album, inutile aggiungere anch’esso molto molto bello, abbiamo avuto il piacere d’intervistare Ana Torres Fraile.

Ciao Ana, è un piacere per me, fans della prima ora degli UTO, darti il benvenuto sul pulmino di SOund36. La prima domanda, da fans, che voglio rivolgerti è questa: come mai così tanto tempo tra un album e l’altro. Giusto non sfornare album banali ogni anno ma tre in diciotto…
Effettivamente le pause tra gli album possono sembrare lunghe, queste sono dovute (oltre alle 1000 cose in cui siamo impegnati) ad un approccio alla stesura della nostra musica, volutamente artigianale. Noi scriviamo essenzialmente per il piacere di scrivere e comporre, senza nessun tipo di condizionamento. Gli amici della Black Widow Records hanno capito, in questi anni, le nostre dinamiche e ci hanno supportato (e sopportato) con grande professionalità. Detto questo nel nostro archivio dati ci sarebbe materiale per almeno altri 5 album, magari un giorno li regaleremo a qualcuno…

Rituale Alieno è un album che considero, dal punto di vista musicale che testuale, perfetto. La cosa che, ancora oggi mi stupisce, è che era il vostro primo album. Ci parli un po’ della genesi di quest’album e delle origini stesse degli UTO, che sembrano venir fuori quasi dal nulla.
Rituale Alieno è un album nato ancora prima dell’effettiva nascita di UTO. Io assieme a Uto G. Golin e a Giuseppe Buttiglione abbiamo scritto tutte le parti, questo per un senso di URGENZA, il tutto senza preoccuparci di formare una vera Orchestra questo sarebbe avvenuto in un secondo momento. Come tutti gli album UTO esso narra e descrive fatti e situazioni realmente vissuti, i nostri lavori altro non sono che la descrizione in musica di un percorso di vita, un unico disegno o racconto diviso in capitoli. Gli UTO sono i cronisti di questa storia

The Magus interrompe la prima lunga pausa. Anche quest’album è da considerarsi un viaggio iniziatico dove a sublimarsi su un originalissimo tappeto sonoro sono tanti concetti non un ultimo quello astrologico. Ci racconti come scegliete il filo conduttore dei vostri album, a quali fonti letterarie attingete e come avviene, successivamente, il passaggio che dalla scrittura porta alla composizione musicale.
The Magus è il primo album composto musicalmente in maniera corale. Con l’entrata dei nuovi componenti; Fabrizio, Daniele, Lorenzo, Antonio e Gianni, l’Orchestra, ha ormai una struttura stabile, con un suono omogeneo, contraddistinto da un’ampia gamma di nuove e diverse influenze musicali ma affini tra loro. Come ben sai è difficile dire a parole quello che solo la Musica può dire o suggerire, si rischia di essere riduttivi, la Musica per me dice l’indicibile. Come tu accenni, i nostri sono in parte viaggi iniziatici l’ignoto è una componente essenziale. Il tutto nasce da sé autonomamente, anarchicamente, semplicemente dettato da un’urgenza emozionale/intellettuale. I testi di questo album sono stati scritti da Uto G. Golin e da me. Come ti ho già detto noi non usiamo particolari riferimenti letterari, per quanto mi riguarda, ad esempio, l’unico riferimento che ho avuto nel mago sono i testi dei mistici carmelitani spagnoli, Teresa di Avila e Juan de la Cruz in ATO PIRADIME, ai quali mi sono ispirata molto liberamente.

Arriviamo finalmente a Mathematical Mother che, almeno per come l’ho percepito io, è un album che segna un’ulteriore evoluzione nello stile musicale degli UTO. Gli elementi prog-jazz sembrano accentuarsi rispetto ai due album precedenti.
La Madre è sicuramente dal mio punto di vista il nostro album più maturo, quello che più rispecchia la nostra evoluzione da un punto di vista musicale ma soprattutto umano, dove convivono in sintonia l’universo maschile e femminile.

Terra Cava, lunga suite che apre l’album, apre le porte ad un universo letterario e pseudo-scientifiche. Ti chiedo, dunque, qual è il messaggio, il filo conduttore che si nasconde e lega le sei gemme che costituiscono l’album.
Alcune volte ci si trova a vivere delle esperienze, che anche la più fervida fantasia faticherebbe a concepire, esperienze difficili da delineare, spesso mentre ci sfiorano, mettono in risalto la nostra difficoltà di leggere oltre lo scritto, una volta trovata la chiave altro non è restato che descrivere.

Qual è il futuro prossimo degli UTO?
Per un periodo medio/lungo UTO si dedicherà all’attività live-presenteremo Mathematical Mother e forse qualche brano tratto dai precedenti album, la prima data di presentazione a Milano (Casa di Alex), la prossima sarà a Genova-per l’occasione sarà presentato anche FabrizioVisentin, nuovo bassista.

Ana è stato per me un piacere e un onore parlare, seppur virtualmente, con te. Ti lascio uno spazio libero dove far confluire riflessioni, considerazioni, curiosità che possano concludere al meglio questa nostra chiacchierata.
Il piacere è tutto mio, sono bellissime le tue parole, onori la nostra musica. Spero di essere stata esaustiva, almeno in parte, ma, soprattutto, spero di incontrarvi tutti al più presto in concerto. Ringrazio te e SOund36 per l’accoglienza.

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