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Umbria Jazz ‘18 #Day One, Quincy Jones

Ilaria Lupi
Scritto da Ilaria Lupi

WOR(L)D JAZZ: vi spieghiamo in tre parole e poco più come Quincy Jones ha spettinato il palco dell’Umbria Jazz ‘18

Se è vero che una parola è troppa e due sono poche noi di SOund36 ne abbiamo scelte tre per raccontarvi quello che già dalla prima serata si presenta come uno degli Umbria Jazz più interessanti degli ultimi anni. Wor(l)d Jazz diventa un modo, il nostro modo, per farvi entrare nel festival jazz italiano più amato di sempre. Le linee guida sono queste: tre parole chiave, un nuovo artista ogni sera e vi racconteremo day by day i live più emozionanti di questa coinvolgente edizione dell’Umbria Jazz 2018.

Partiamo subito…

C come COMPLEANNO. Una grande festa si presenta davanti agli occhi dell’incontenibile pubblico dell’Arena Santa Giuliana di Perugia per il compleanno di Quincy Jones. Ottantacinque anni nel corpo ma non nell’anima di colui il quale, per tutti gli amanti del genere, è e rimane un grandissimo compositore, produttore discografico, trombettista e attivista. Nato a Chicago nel 1933 avrà la possibilità di interfacciarsi a soli dieci anni con un appena tredicenne Ray Charles e l’occasione di lavorare con Tony Bennet, Barbra Streisand e Frank Sinatra fino ad approfondire la sua carriera di produttore discografico con artisti del calibro di Miles Davis, Dinah Washington e successivamente Michael Jackson. Jackson e Jones arriveranno poi a collaborare per l’album “Thriller”, il più famoso dei lavori del “re del pop”.

M come MULTIETNICO. Davanti agli occhi attenti di un pubblico incontenibile si sono alternati sul palco i più grandi e variegati artisti che negli anni hanno collaborato con Jones. Partendo dalla grande musica brasiliana di Ivan Lins fino ad arrivare alla Cuba dei giovani artisti Alfredo Rodriguez e Pedrito Martinez, passando dolcemente per le vocalità calde, potenti e femminili delle statunitensi Patti Austin e Dee Dee Bridgewater.
Ospite nostrano della serata il trombettista Paolo Fresu, artista dalla spiccata sensibilità che emoziona e incanta da subito l’intera platea dell’Arena Santa Giuliana. E poi ancora la cantante israeliana Noa (Achinoam Nini) accompagnata dal chitarrista Gil Dor che conquisteranno gli animi degli ascoltatori con una toccante versione del brano “Beautiful The Way (La vita è bella)”. Sullo sfondo trionfa la splendida Umbria Jazz Orchestra diretta dal maestro John Clayton e accompagnata da Nathan East e Harvey Mason.

P come PREMIO. La serata si conclude con la consegna di un premio da parte del direttore artistico di Umbria Jazz Carlo Pagnotta e del cantautore italiano Tony Renis. Quincy Jones si mostra ironico ma commosso nei confronti di un premio ricevuto per la prima volta da un artista dopo 45 anni di Umbria Jazz.
E’ arrivato però il momento di ballare sulle note della celebre “Soul Bossa Nova”, il pubblico si alza dalle sedie e la magia del jazz compie il suo corso.

D’altronde il jazz è libertà, potenza, dolcezza. Il jazz stasera a Perugia è Quincy Jones.  The Legend of all Legends.

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Ilaria Lupi

Ilaria Lupi

“Nasco in radio con un paio di cuffie e un microfono. Morirò ascoltando i Pink Floyd.”

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