Recensioni Soundcheck

Twoas4 – Audrey In Pain English

Claudio Donatelli

Tutto fedele alla linea, sound teso, spigoloso, cupo, la chitarra suona giri in forma di loop, ripetitivi e martellanti. Ritmica solida ed asciutta che picchia senza dare respiro e tregua.

Sarà per la crisi economica che stiamo attraversando, ma nell’ultimo periodo la composizione in termini numerici di una rock band è sempre più limitata a pochi elementi. Infatti il classico quartetto lascia il campo, sempre più, ad un duo chitarra e batteria. Moda, culto? O una scelta stilistica e di linguaggio. Prima di procedere con la composizione, l’artista sceglie gli attrezzi, le apparecchiature e in questo elabora già in partenza una limitazione nel campo di azione. Tanti colori sulla tavolozza possono essere sinonimo di varietà di linguaggio, con maggiori sfumature. Al contrario limitare il campo di azione solo a due colori mette l’artista in una condizione espressiva ovviamente più vincolata, che lo costringe ad approfondire il potenziale a disposizione. Così chitarra elettrica e batteria possono essere sufficienti per creare qualcosa di forte, estremo, diretto, minimale, bianco o nero.
Il caso della band toscana Twoas4 è ciò che ci interessa approfondire in questo spazio. Un duo composto da Oscar Corsetti, voce e chitarra, Massimiliano Schiaretti, batteria, formatosi da poco più di 3 anni. Alle spalle hanno mesi di prove strutturate soprattutto come lunghe sessioni di improvvisazioni, qualche concerto per mettersi in gioco e alcune collaborazioni con altri musicisti come Filippo Gatti e Christina Lubrani.
Il lavoro svolto in questi anni lo troviamo tutto nel loro disco d’esordio Audrey In Pain English, autoprodotto e fresco di pubblicazione.
Le tracce sono state tutte registrate in presa diretta, mentre i pochi inserti di piano o basso, sono stati creati successivamente. Tutto fedele alla linea, sound teso, spigoloso, cupo, la chitarra suona giri in forma di loop, ripetitivi e martellanti. Ritmica solida ed asciutta che picchia senza dare respiro e tregua. Anche il cantato in inglese è povero di linee melodiche, racconta diapositive di momenti passati o presenti. Le emozioni cantate come slogan o come scatti in bianco e nero.
I Twoas4 suonano una sorta di art rock che risente moltissimo delle influenze new wave e punk. L’atmosfera aggressiva e pesante che si respira in Meds è architettata con evidente naturalezza. Lato B di questa canzone è la successiva, Le Nuvole Di Quinz, stessi giri ma testo in italiano.
Il momento migliore del disco arriva in seguito con una ballata classica, Simplicity, pianoforte, chitarra e cantato al femminile.
Il cd è corredato da interessanti disegni ed appunti dello stesso Oscar, tutto è concepito come un unico prodotto creativo. La scelta della band toscana è sicuramente onesta, coraggiosa e punta in alto, ma manca di qualche spunto che possa dare maggiore spessore alle canzoni e così spingere tutto il progetto. Sicuramente un buon esordio per una band che vorremmo vedere live.

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