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Interviste

Tullio De Piscopo, Intervista

Ritmo e Passione Tour di Tullio De Piscopo al Teatro Augusteo (NA)

Lunedi 9 maggio al Teatro Augusteo uno scatenatissimo Tullio De Piscopo ha letteralmente conquistato il numerosissimo pubblico accorso solo per testimoniargli ancora una volta l’adorazione che prova per quest’Artista che festeggia 50 anni di carriera con un triplo CD “Trilogy” e un Tour di grandissimo successo che lo sta portando in giro per tutta Italia.
E Tullio non si risparmia e non si ferma neppure un minuto, dimostrando un’energia e una vitalità uniche al mondo, sin dal pomeriggio in teatro invitando tutti i giornalisti, redattori, e cineoperatori accorsi per conferenza stampa a partecipare anche alle prove, durante la stessa conferenza stampa rispondendo ad ogni domanda con generosità e massima disponibilità, fino al concerto stesso che è stato una vera e propria festa. Tante erano le aspettative per questa data nella sua Napoli, e Napoli certo non l’ha deluso.
Il concerto inizia con Tullio De Piscopo , nel buio assoluto, con delle bacchette luminose di colore rosso che suona su delle percussioni particolari. Poi pian piano lo raggiunge la sua band con elementi straordinari tra i quali uno spettacolare Joe Amoruso al piano, e Luigi di Nunzio al sax solo per citarne alcuni, con il brano “Quando “omaggio doveroso al suo amico di sempre Pino Daniele.
Da quel momento una grande festa di musica, con tutti i suoi più grandi successi di sempre e i nuovi brani inediti di “Trilogy” come “Funky virus” perché’ la musica è come un virus e il funky lo è ancora di più, e poi una straordinaria versione di “Canto d’Oriente” ispirata alle storie del popolo della Jugoslavia, della disperazione dei popoli in guerra fino alla scelta obbligata dell’immigrazione, un tema molto caro al cuore e all’anima sensibile del Maestro. Per tale brano sul palco, dopo l’esordio il 1 Maggio in Piazza San Giovanni a Roma, sale sul palco il giovane rapper Ivan Granatino il quale dà un’impronta ancora più attuale e particolare alla canzone stessa e a tutti gli altri brani che canterà insieme al Maestro, alla sua NewBand e al Maestro Amoruso come “Stop Bajon”, “Qui Gatta ci cova” e una straordinaria quanto applauditissima “Andamento Lento”.
Con la Nuova Compagna di Canto Popolare il palco diventa scenario della tradizione popolare con le splendide voci di Fausta Vetere e Gianni Lamagna e il talento di tutti i musicisti che la compongono. Bellissimo l’intreccio tradizione/ ritmo quando insieme a De Piscopo e tutta la sua band interpretano “Terra mia “sempre di Pino Daniele, e “Tarantella”.
Il concerto si conclude con “Destino e Speranza” inno dedicato all’amicizia con Pino Daniele e diversi bis richiestissimi dal pubblico che abbraccia così uno dei più grandi Talenti musicali di Napoli.

Prima del concerto una bella intervista con il Maestro Tullio De Piscopo

Maestro per decenni Lei à stato al fianco di un altro Maestro della Musica Pino Daniele in una città difficile come Napoli. Quanto è stato importante questo per Lei ai fini della sua creatività artistica?
Tantissimo! Praticamente attraverso le mie origini ho trovato la mia personalità nel mondo così difficile della musica. Con i primi registratori a cassetta registrai i primi concerti, copiando un po’ lo stile dei più importanti artisti dell’epoca. Ma con risultati pessimi. Mi chiedevo allora chi ero, e cosa e come volevo esprimere ciò che mi portavo dentro. Allora ebbi un’intuizione: Napoli, la nostra tarantella, la nostra scala melodica, quella stessa dalla quale tanti altri come lo stesso Coltrane hanno attinto. All’inizio è stato difficile. Mi chiamavano “Ue’ tarantella” ma io insistevo, non mi facevo intimorire, o mettere in soggezione, anzi questo prendermi in giro mi caricava sempre di più per dimostrare loro il mio reale valore, per proseguire sulla mia strada.

Parliamo ora del suo presente: dopo aver debuttato con questo nuovo Tour su grandi palcoscenici come Milano, Roma ora anche Napoli. Sono passati 50 anni dall’inizio della sua carriera e oggi con questa tappa napoletana unisce questo suo tour di grandissimo successo ad un evento particolare per la città di Napoli, una raccolta firme per far sì che la pizza venga dichiarata “Patrimonio dell’Unesco”. Come e quando ha sposato questo progetto?
A settembre scorso ho firmato anch’io da questo progetto e oggi ho accettato l’invito di poter presentare anche stasera qui al Teatro Augusteo quest’idea meravigliosa di poter unire a questa raccolta firme anche il tentativo di battere il Guinness dei Primati della “Pizza più lunga del mondo “,2 Km di pizza sul lungomare di Via Caracciolo, domenica 15 maggio, per dimostrare che la pizza è un prodotto mondiale. Questo evento dovrebbe essere pubblicizzato da tutti in modo tale da far arrivare persone da ogni angolo di Italia e del mondo per poter gustare questo spettacolo unico di vedere una pizza continua per tanti chilometri!!!! Bisognerebbe fare un film!

Parliamo dei Suoi cinquant’anni di carriera. Un percussionista nasce o lo diventa?
Nasce. Nasce. Lo può diventare ma è diverso. Io da quando ho aperto gli occhi ho visto percussioni di ogni genere, tamburi, rullanti, piatti, perché’ mio padre e mio fratello Romeo erano musicisti. Nel mio caso quindi non c’è stato un inizio vero e proprio, la musica faceva parte di me da prima che io nascessi. La cosa divertente è che mio padre voleva farmi diventare un contrabbassista. Immaginate Tullio contrabbassista? (ride!) Perché pensava che non ci fossero bravi contrabbassisti in Italia. E mi mandava a lezione da uno dei Maestri del Teatro San Carlo a studiare, lì vicino ai quartieri Spagnoli. Però ci voleva lo strumento sul quale studiare. All’inizio io ho provato con uno strumento improvvisato, la scopa di mia mamma, per provare le posizioni delle mani con la bacchetta di mio padre come archetto. Ma non bastava. Il Maestro insisteva nel continuare le lezioni solo esclusivamente su uno strumento vero, si lamentava. E meno male che la mia famiglia non aveva disponibilità economiche per poterlo acquistare e allora…. finalmente potetti riprendere a suonare la batteria!

Cosa ci regalerà stasera sul palco del Teatro Augusteo?
Tutto…. Fino al sangue! Io voglio fare questo piccolo viaggio, partendo dal silenzio, piano piano attraverso Pino, attraverso la strada di Napoli, attraverso i miei successi, attraverso “Santo Andamento Lento”. Si ha cambiato nome perché questo brano mi ha potuto far comprare la casa che la mia famiglia meritava per essere stati sempre con me in quest’avventura incredibile, e a realizzare un altro mio sogno: vedere tutte e due le mie figlie laureate, una in Legge e una in Lettere.

Umiltà, fortuna, talento in percentuale cosa le è servito di più per arrivare a 50 anni di carriera?
Sono tutte e tre importanti. L’umiltà forse viene dopo. Perché’ quando sei giovane non hai questa dote. Hai sicuramente scaltrezza e voglia di arrivare, invece quando la vita ti prova, ti dà delle batoste allora arriva l’umiltà e riesci a dare anche dei consigli ai giovani. Io insegno da quando avevo 35 anni, e anche nell’insegnamento sono cambiato molto. Oggi i miei allievi vengono in tour con me, parlo molto con loro, in maniera sempre molto onesta e ponendomi sempre nel migliore dei modi. Questo per me è l’insegnamento.

Cosa significa per lei questo nuovo disco “Trilogy” e cosa significa la presenza sul palco di due grandi voci come quella di Gianni Lamagna e Fausta Vetere e tutta la Nuova Compagnia di Canto Popolare?
In realtà “Trilogy” era nei miei desideri e nei miei progetti già da diverso tempo per il tanto materiale di brani che ho scritto e interpretato in così tanti anni di carriera, sempre pensando a cosa poter trasmettere ai giovani. La difficoltà è stata scegliere i brani degli anni settanta cosi che i giovani potessero imparare ad ascoltare quel diverso modo di fare musica di allora, senza i congegni elettronici, senza computer suonando tutto in diretta, si registrava al momento e non era dovuto a grandi marche di strumenti ma gli unici strumenti di allora erano il nostro cuore e le nostre mani. E quindi abbiamo scelto i brani più adatti al nostro groove, quelli di Mina, quello di Battiato in “L’era del cinghiale bianco”, quello di Fabrizio de Andrè. In “Trilogy” ci doveva essere anche Pino Daniele. Il 22 dicembre, ultima data insieme al Forum di Assago, gli comunicai del disco dicendogli che avevo fatto molta fatica nel mettere insieme la trilogia ma che era la mia ultima fatica che avrei fatto, vista l’età, e lui mi contestò questo mio pensiero dell’ultima opera della mia carriera assicurandomi che mi avrebbe fatto la presentazione del disco accompagnandola con una sua poesia per me. Poi è successo quello che è successo. E io mi sono chiesto, dopo la sua scomparsa, come potergli dedicare un brano, senza cadere nel banale, creando un dialogo tra me e lui. Per questo nasce “Destino e speranza”. E li e’ racchiuso tutto quello che provo ancora e provero’ sempre per l’amico che e’ qui accanto a me e lo sara’ sempre.
Oltre a questo brano ci sono poi altri due inediti : “Funky virus” e “Canto d’Oriente” . Quest’ultimo stasera lo suonero’ e cantero’ con un altro giovane, oltre ai giovani già presenti nella mia band di musicisti, che è il rapper Ivan Granatino, una voce nuova del Tour che mi ha già accompagnato sul palco del 1 Maggio in piazza San Giovanni a Roma e che dà un’impronta nuova non solo al brano al quale tengo molto ma anche a tutto il concerto stesso.
Gianni e Fausta sono miei grandi amici come lo sono tutti i musicisti della Nuova Compagnia di Canto Popolare. Con loro facciamo un incontro tra la Tradizione della canzone napoletana e popolare con la mia ritmica. Vedrete… sarà uno spettacolo UNICO!

Articolo e intervista di Annamaria De Crescenzo
Foto di mario Catuogno Spectra foto

About the author

Annamaria De Crescenzo

Annamaria De Crescenzo

Amante del ballo praticamente da sempre, la sua vita ludica è cambiata con l'incontro fortuito con una Nikon, ora riempie i vuoti lasciati dal ballo facendo foto e scrivendo recensioni sugli eventi musicali.

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