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Recensioni

Tulipa Ruiz – TU

Scritto da Paola Varricchio

Suoni e suggestioni dall’America Latina nell’ultimo lavoro della cantante paulista

E’ uscito il 1° dicembre scorso, esclusivamente in digitale per l’etichetta Brocal, TU, l’ultimo lavoro della cantante brasiliana Tulipa Ruiz.
Il titolo è in maiuscolo, come lo si legge e gioca con il suono della parola two in inglese, facendo riferimento alla stretta collaborazione per la realizzazione del disco della cantante paulista con il fratello Gustavo Ruiz.
Nove tracce, una finestra sull’Ameria Latina. Quello che inizialmente era stato concepito come un disco di riletture contiene, in realtà, cinque nuove canzoni: “Pólen”, “Game” e “Tu” sono nate da una collaborazione con il fratello Gustavo, mentre “Terrorista del amor” è figlia di un’ esperienza in una composizione collettiva con Ava Rocha, Paola Alfamor, Gustavo Ruiz e Saulo Duarte.
A chiudere il disco la quinta e ultima “Pedra”, un pezzo scritto dal padre Luiz Chagas, l’anno della sua nascita e mai registrato.
Tra le riletture i restanti quattro pezzi: “Pedrinho” e “Desinibida”, scritta insieme al musicista portoghese Tomás Cunha Ferreira, “Algo Maior” scritta da Tulipa, Gustavo e dal padre e “Dois Cafés” di Tulipa e Gustavo.
“Soprattutto in un momento in cui la tecnologia ci allontana dall’essenza e l’overdose di informazioni ci sovraccarica, ho voluto fare un disco più intimo, accogliente, più crudo. In tempi di relazioni superficiali, questo è un disco che mi avvicina al rituale del falò, allo sguardo in faccia, ai miei amici, vecchi e nuovi.” – dice la stessa Tulipa, e in effetti l’intero disco è minimale, diretto.
Una voce calda e armoniosa, accompagnata dalla chitarra delicata di Gustavo e dalle percussioni (poche e puntuali) di Stéphane San Juan in un album che culla l’ascoltatore in un viaggio leggero attraverso i suoni dell’America Latina, con un richiamo particolare alle sonorità messicane, dovuto probabilmente al fatto che i due fratelli hanno passato molto tempo suonando in Messico negli ultimi anni.
Oltre all’intento con cui nasce – sempre ben visto – di scavalcare i muri e avvicinare le persone, di spogliare la musica e arriva dritto al cuore, il disco si fa ascoltare, è piacevole e pieno di vibrazioni positive.
A trovargli una pecca potremmo dire che non ha tratti originali (e probabilmente non vuole averne) ma produrre musica bella è o non è più importante che produrre musica originale?

About the author

Paola Varricchio

Napoletana di nascita e di appartenenza.
Nel 2010, da una coabitazione con tre amici in un appartamento-bed&breakfast nel cuore del centro storico napoletano, comincio, quasi per gioco, un' avventura chiamata Frammenti: l'apertura di uno spazio di condivisione e di ascolto.
Una cantina, un piccolo palco, l'amplificazione presa in prestito, cuscinoni a terra e tavolini ikea, poi l'acquisto di un pianoforte, il susseguirsi di rassegne musicali dedicate al cantautorato ed alla musica indipendente. D'estate l'organizzazione di alcune date fuori da casa nostra, in luoghi all'aperto ma sempre privati, intimi e quotidiani, che esprimessero vissuto e condivisione. Poi, ancora, alcune date che ci hanno aperto non porte ma portoni, come quello bello grosso del Maschio Angioino. Sei anni indimenticabili, dove affondano le radici del mio amore per la musica indipendente, non quella dei grandi palchi, ma quella appassionata delle grandi sensibilità che, spesso, nascono nelle cantine come la nostra, e tante volte ci rimangono.

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