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Sulla musica

Totò Tarzan – Canzoni di Armando Fragna

Annalisa Nicastro

Capitolo 2.1 (parte 22) I musicisti cinematografici del dopoguerra: i “maggiori”, fra tradizione ed innovazione. Totò Tarzan (’51) di Mario Mattoli; commento musicale di Felice Montagnini e canzoni di Armando Fragna

Capitolo 2.1 (parte 22) I musicisti cinematografici del dopoguerra: i “maggiori”, fra tradizione ed innovazione. Totò Tarzan (’51) di Mario Mattoli; commento musicale di Felice Montagnini e canzoni di Armando Fragna

Nato nel 1903, muore a Livorno il 16 agosto 1972. Questo musicista è conosciuto perché compositore di canzoni molto popolari e direttore di una sua orchestra di musica leggera per la radio, caratterizzata da una musicalità essenzialmente nostrana.
Tra le sue canzoni più note, molte delle quali legate alla carriera del famosissimo cantante Claudio Villa, si ricordano: I pompieri di Viggiù, I cadetti di Guascogna, Signora fortuna, Illusione e Serenata celeste.
Al cinema si avvicina negli anni Trenta e Quaranta, fornendo com­menti, ma, molto più spesso, solo canzoni (ricordiamo la sua collaborazione con vari altri musicisti dell’epoca ed in special modo con C. A. Bixio); questa attività nella musica cinematografica continua anche dopo la guerra, fino a giungere ai primissimi anni Cinquanta. Fra questi lavori si ricordino: Il caso Haller (1933) di A. Blasetti, La maestrina (1933) di G. Brignone, Oggi sposi (1934) di G. Brignone, La gondola delle chimere (1936) di A. Genina, Lo smemorato (1936) di G. Righelli, La mia canzone al vento (1939) di G. Brignone, Amiamoci così (1940) di G. C. Simonelli, Fortuna (1940) di M. Neufeld, San Giovanni decollato (1940) di A. Palermi, I pompieri di Viggiù (1949) di M. Mattoli, Totò Tarzan (1951) di M. Mattoli, Vendetta sarda (1952) di M. Mattoli, Ivan, il figlio del diavolo bianco (1953) di G. Brignone.
Il suo contributo all’evoluzione della musica cinematografica non è molto rilevante, perché consiste essenzialmente nella composizione di canzonette popolari, mentre il commento vero e proprio è affidato ad altri musicisti.

Segue nel prossimo numero! Tratto dalla Tesi di Gianluca Nicastro La musica nel cinema del dopoguerra italiano

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Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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