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THE GIFT: il nuovo disco fuori ogni previsione

Annalisa Nicastro

Cover DiscoÈ uscito il nuovo disco dei THE GIFT. Un titolo assolutamente intrigante e, per quanto assolutamente comune, restituisce un certo fascino ad un’opera che non ha certo la presunzione di inventare qualcosa.
“TIME IS OVER” è il secondo disco della rinascita dei THE GIFT. Band Abruzzese che gli storici di “anta” anni conosceranno per la loro assidua militanza in scenari di psichedelia rock, quando il progressive era una forma di rivoluzione sociale, quando i Litfiba facevano “rumore” a detta dei genitori degli anni ’80 e quando alla fine i vinili diventavano cassette e la ruggine analogica dettava qualità nelle incisioni.
Dai quegli anni in cui i THE GIFT uscivano con le loro prime demotape e condividevano palchi con The Gang o proprio con i Litfiba, appunto, fece seguito poi un grande silenzio durato quasi 30 anni. Nel 2011 il ritorno in scena con il disco “Rebirth” in cui si raccoglievano le tracce re-digitalizzate dell’epoca assieme a due inediti. Oggi la svolta. Tornano a scrivere i 4 ragazzoni di Pescara, tornano a scrivere con la maturità di anni di vita e di musica ma con l’ingenuità ferma e congelata al tempo che è stato. Il nuovo disco vede le luce in un momento di crisi assoluta della discografica, una produzione Protosound e Spray Records che porta la firma del producer Domenico Pulsinelli ma anche la contaminazione di due grandi incontri stilistici e musicali, Stefano Taglietti alle tastiere e Geoff Warren ai fiati.
Puro Rock degli anni in cui l’Italia imitava i Sex Pistols, una scrittura sicuramente ferma com’è fermo un reperto storico confezionato però con grande qualità dei tempi di oggi. Particolare la scelta di alcuni arrangiamenti che contaminano il posticcio ruggine delle corde alla delicatezza del mestiere e del gusto.
Ma se l’up-grade deve conservare quasi tutto di un passato che ha fatto storia, è anche vero che non deve permettersi il lusso di mancare la considerazione di un certo tipo di contaminazione. La lingua prima di tutto che oggi è divenuta patrimonio di tutti. E in questo disco, nato alle soglie del 2015, non può essere cantato come si scimmiottava l’inglese agli inizi della grande industrializzazione italiana. Un tempo forse andava di moda. Oggi suona male. Unico neo di qualcosa che poteva macchiarsi di pulito.
Sottolineo l’ascolto dei brani “Time is Over” e “I nevere walk alone”

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Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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