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Sound&Vision

The Darkness @ Alcatraz

Noemi Cilenti
Scritto da Noemi Cilenti

Tutti pazzi per The Darkness: più carichi che mai con il loro ultimo album “Pinewood Smile” e sul palco di Milano.

“Love is only a feeling”: l’amore è solo un sentimento cantava un ragazzo dai capelli biondi lunghissimi, sulla cima di una montagna in mezzo al nulla, quel silenzio che conosce solo il vento e lo scorrere del tempo. Tutti siamo impazziti (ma soprattutto impazzite) a quella voce così acuta, così angelica travolta da un suono heavy rock, una voce indimenticabile ed unica, quella di Justin Hawkins.
A soli 28 anni insieme al fratello Dan Hawkins e i loro due amici d’infanzia Frankie Poullain ed Ed Graham, spinti dalla passione per la musica hard rock anni ’70, danno vita a “The Darkness”. Iniziano a suonare sui palchi dei pub londinesi, indossano tutine attillate e si divertono come matti senza preoccuparsi di essere fuori dagli schemi. Non passano inosservati e grazie alle trasmissioni radiofoniche conquistano un pubblico più vasto: nel 2003 raggiungono il loro inaspettato successo con l’album “Permission to Land”, seguito poi nel 2005 da “One Way Ticket to Hell…And Back”.
L’uscita di “Hot Cakes” (2012) ci fa quasi dimenticare il periodo in cui i Darkness non erano più i Darkness, ovvero una formazione diversa dove nessuna traccia della voce sensazionale di Justin Hawkins e nemmeno del bassista Frankie Poullain.
Nel 2014 un altro addio (definitivo) di Ed Graham: sarà Emily Davies a prendere il suo posto poco prima dell’uscita dell’album “Last of Our Kind”. Ma poco prima della pubblicazione di “Open Fire” la band annuncia anche l’uscita della Davis dalla formazione, sostituita quindi da un batterista più tecnico ed energico, Rufus Tiger Taylor (sì, avete capito bene, il figlio di Roger Taylor!). “Con questa new entry possiamo osare di più, le strutture dei pezzi sono più complicati e gli arrangiamenti decisamente più ambiziosi” si confida Hawkins.
La band è di nuovo al completo, pronta a creare nuovi pezzi, nuove emozioni. I Darkness sono carichi e nel 2017 annunciano l’uscita del loro quinto album “Pinewood Smile” prodotto dall’etichetta discografica indipendente londinese Cooking Vinyl.
Anticipato dal singolo “All The Pretty Girls” in cui viene raccontata la vita di una rock star, (certamente autobiografica) tra momenti di gloria, bagni di folla e ragazze disposte a tutto pur di avvicinarsi alle celebrities (anche lanciare reggiseni al frontman ndr).
Grazie a “Pinewood Smile” i Darkness tornano sul palco regalando un tour europeo incredibile incluse tre tappe in Italia, tra cui l’Alcatraz di Milano.
“Open Fire” apre il grande show, Justin Hawkins ci incanta tra sorrisi, acuti e sculetta nella sua tutina verde luccicante. Volano reggiseni, “I love you” dal pubblico e plettri dal palco.
Dan Hawking sembra ancora un ragazzino che non conosce tempo e quando arriva “Love is only a feeling” i Darkness ci trasportano di nuovo su quella montagna avvolta dal cielo azzurro.
Non mancano “All the Pretty Girls” in cui vediamo Justin sventolare i suoi capelli oggi più corti ma che gli regalano ancora quel fascino da far innamorare chiunque.
Grandioso Rufus Tiger Taylor che strimpella senza sosta con un’energia pura e sorride quando Frankie Poullain raccoglie l’ennesimo reggiseno senza staccarsi dal suo basso. La scena si agita quando arrivano “One way ticket to Hell” e “Get your hands off my woman”, seguite poi da “Friday Night” cantata in coro mentre Justin lascia solo per un attimo la chitarra e si siede a suonare il piano.
Indescrivibile la potente emozione di chiusura sulle note di “I Believe In a Thing Called Love” canzone del loro esordio che ha dato inizio a questa band straordinaria che non ha mai avuto paura di uscire dalle righe e di esprimere loro stessi attraverso la musica.

The Darkness @ Alcatraz, 8.11.2017
Foto di Noemi Cilenti

 Ringraziamo di cuore Vertigo Concerti e Ja.La Ufficio Stampa 

About the author

Noemi Cilenti

Noemi Cilenti

Scrivere e fotografare sono sempre state le mie più grandi passioni, che con il tempo si sono unite per formare la mia professione definitiva. Amante del caffè e della cucina, non posso fare a meno delle riviste e della musica. Il mio eroe nel mondo della musica? David Bowie.

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