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Recensioni Soundcheck

Thalos – Event Horizon

Fortunato Mannino

Oggi torniamo a scrivere dell’Antigony Records. Lo facciamo volentieri sia perché il primo album dei The Chasing Monster c’è piaciuto molto sia perché quello dei Thalos non è da meno. Anche il gruppo veneto, come il precedente, si muove su sonorità Post-Rock nelle quali s’innesta l’elettronica e… l’aspetto visivo. L’idea del gruppo è quella di regalare all’ascoltatore anche una chiave di lettura immediata, quindi visiva, del messaggio musicale.
Filmati d’epoca che spaziano dalle macerie di Berlino appena conquistata di
Berlin, alla gara di moto nel deserto di Dust, fino ad arrivare alla commistione d’immagini recenti e d’epoca di Limbo, in cui si cerca sempre di cogliere e trasformare in musica l’elemento più intimo del paesaggio o le emozioni di un anonimo viso. Un progetto molto interessante e dal respiro europeo.
Chi ci segue da più tempo ricorderà, infatti, che nel 2014 abbiamo recensito e lodato il gruppo belga dei
We Stood Like Kings che, in Berlin 1927, riscriveva la colonna sonore del film di Walther Ruttmann.
I
Thalos riprendono ed evolvono, consapevolmente o non consapevolmente questo non lo so, quell’idea scindendola, però, in brani, ognuno dei quali è da considerare una storia a sé.
Un ottimo esordio per i Thalos e scelta azzeccata per l’Antigony Records che, proprio in questi giorni, dovrebbe presentare il volto metal della sua produzione ma… questa è un’altra storia.

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