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Recensioni

Tenedle – Traumsender

Fortunato Mannino

Un disco impegnato che ascolto dopo ascolto rivela le sue mille sfaccettature.

Ogni disco è una storia a sé, ma ce ne sono alcuni che di storie ne riecheggiano tante altre. Dischi che rivelano non solo il substrato culturale di chi li compone, ma danno anche a chi scrive la possibilità di riproporlo. Uno di questi è Traumsender, settimo album di Tenedle pseudonimo con il quale Dimitri Niccolai, fiorentino di nascita ma ormai olandese d’adozione, firma i suoi lavori.
Il titolo è già in sé una dichiarazione d’intenti, considerato che il significato letterale è: speditore di sogni. Una parola affascinante e pregna di rimandi, che Tenedle fa propria dopo la lettura di L’immaginario Medievale di Jaques Le Goff. Il contenuto è, invece, una sorta di tributo a Il Gabinetto Del Dottor Caligari (1920) film capolavoro dell’Espressionismo tedesco. Il libretto, che accompagna l’elegante packaging, è in tal senso un significativo quanto evocativo alternarsi di foto e disegni, nelle cui sfumature di grigio si annidano speranze e angosce senza che l’una possa veramente scindersi dall’altra. L’elemento espressionista lo troviamo anche nei testi, che restituiscono una realtà mutata / trasfigurata dal sentire dell’artista. Tutti questi elementi portano in una dimensione onirica, nella quale è impossibile scindere il reale dall’irreale che, conseguentemente, si fondono e confondono. L’aspetto cantautorale e culturale confluiscono in un linguaggio musicale insolito ed originale, che concilia il synth-pop della metà degli anni ’80 con una sperimentazione che rende l’album difficilmente catalogabile. Un disco a tuttotondo, totalmente indipendente, che si colora e s’impreziosisce grazie al contributo importante e raffinato di altri artisti. Particolarmente bello, a mio personale avviso, il contributo del trombettista jazz Bert Lochs presente, insieme a Jolanda Molella degli She Owl, in The Temple, brano che considero uno degli apici di Traumsender.
Un disco impegnato che ascolto dopo ascolto rivela le sue mille sfaccettature.

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