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Recensioni

Teho Teardo – Arlington

Annalisa Nicastro

In ogni suo brano Teho Teardo ti porta con sé, in quel punto esatto in cui probabilmente non vorresti mai essere e da cui forse vuoi scappare.

Teho Teardo firma la colonna sonora di “Arlington”, la pièce teatrale di Enda Walsh in scena fino al 28 maggio al St. Ann’s Warehouse di New York. Molti ricorderanno Walsh come il co-autore di David Bowie in “Lazarus”, ed è,  in effetti, uno tra i più discussi e originali drammaturghi contemporanei. La collaborazione tra Teardo e il commediografo irlandese, in verità, nasce già nel 2014 con la precedente opera “Ballyturk”, grazie alla quale Teardo ha vinto nel 2015 l’Irish Theatre Award per la colonna sonora.
Le soddisfazioni continuano per Teho che anche in questo album dimostra tutta la sua bravura nel delineare le giuste atmosfere e la perfetta psicologia dei personaggi di questo pezzo teatrale molto Orwelliano, che ci mostra una storia d’amore di un uomo e una donna in un mondo squallido e orribile. Non ne sappiamo molto della storia di questa piece ma basta ascoltare la musica minimale di Teardo con i suoi movimenti drammatici e capiamo tutto. Si sente che è un musicista che lavora per immagini, ricordiamo che ha lavorato con Paolo Sorrentino ne “il Divo”, con Andrea Molaioli ne “La Donna del Lago” e Daniele Vicari in “Diaz”.
In ogni suo brano il musicista friulano ti porta con sé, in quel punto esatto in cui probabilmente non vorresti mai essere e da cui forse vuoi scappare.
Lasciamo la porta aperta come ci suggerisce il primo brano “Let That Door Open”, e tutto di un colpo l’ascoltatore si trova immerso in quel mondo maledetto e fantastico allo stesso tempo da cui non puoi più uscire, esattamente come i protagonisti di Arlington. In “Imagine the Woods”, Teho contempla l’uso di strumenti insoliti come una vecchia celesta degli anni ’20 dello scorso secolo e un salterio ad arco che ne sottolinea il suo essere misterioso. Si continua con “So You Hid”, in cui ci guida il violino del bravissimo Alexander Balanescu, mentre è il clarino basso di Gabriele Coen a portarci per mano in “Laghetto”. L’ensemble di musicisti che Teardo ha scelto per questa colonna sonora è straordinario, Laura Bisceglie e Giovanna Famulari al violoncello, Ambra Chiara Michelangeli e Stefano Azzolina alla viola, Vanessa Cremaschi ed Elena De Stabile al violino.
La musica di Teardo riesce ad esprimere tutta la rabbia accompagnata da un senso di frustrazione fortissimo ma anche da qualche sprazzo di gioia disseminato qua e là, in tal senso si senta la bellissima Young Woman Young che ci dà il senso esatto dell’attesa, di aspettare la nostra chance di cominciare una vera vita.

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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