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Recensioni

Team 600 – In L’A We Trust

Annalisa Nicastro

Chicago continua ad offrire progetti solidi e interessanti con un ritmo incessante!

Dalla sua esplosione, grazie al suo giovanissimo movimento drill, nel 2012, la scena di Chicago non ha subito grossi mutamenti, se non paradossalmente nelle persone dei due più importanti artisti venuti fuori da questa esplosione di intraprendentissimi under-20. Chief Keef e Lil Durk, le due maggiori star made in Drillinois, sono stati gli unici due a cercare nuove soluzioni musicali, accantonando la tetra e cruenta estetica trap con cui sono emersi in nome di formule più melodiche e più appetibili ad audience più ampie. Ma se Chicago non ha proposto la dinamicità creativa di, ad esempio, Atlanta, ha comunque aperto le porte a tantissimi nuovi talenti in cerca di visibilità.
La crew Team 600, affiliata alla OTF di Lil Durk, ne è un esempio: Chicago non stupirà più come prima per le sue differenti vedute, ma continua ad offrire progetti solidi e interessanti con un ritmo incessante, dando spazio a chiunque.
In L’A We Trust è dedicato a L’A Capone, membro della crew morto prematuramente a 17 anni, fagocitato come tanti suoi coetanei dalla voragine di violenza che è ormai routine per le strade di Chicago. E la malasorte del Team 600 non finisce qui: altri due suoi adepti, RondoNumbaNine e Cdai, sono stati incarcerati con l’accusa di omicidio, e non vedranno la luce del sole tanto presto.
Ciò non ha tuttavia impedito loro di riunirsi su alcuni pezzi, con risultati esaltanti: le due “Six Double0” sono grandiose e trionfanti, inni in cui spicca soprattutto Edai, il più carismatico dei membri rimasti, oltre al defunto L’A. I due compongono anche il tandem di “Ridin In A Coupe”, uno dei rari momenti semi-allegri del tape, con un giocoso inciso di Edai su un beat dalle trombe tronfie e gioiose.
Ma ogni membro ha il suo momento di gloria nel tape: Cdai brilla da solo sulla incalzante e malinconica “Just To Let U Know”, lanciando minacce ai propri nemici seppur con la malinconia di chi è succube del proprio selvaggio contesto, e RondoNumbaNine libera tutta la sua virulenza in “Go Crazy Pt.2”, al punto di suonare quasi sguaiato e sgradevole, cavalcando l’iracondo beat di Dree The Drummer.
La vena trap del progetto è palese, e viene rinvigorita da pezzi solidi come “Squad Shit” di S.Dot e le contribuzioni di Edai in “War”,“Competition” e “Shooters”. Il primo vanta indubbiamente il flow più vivace e variegato del collettivo, mentre Edai colpisce per la destrezza nell’uso dell’autotune oltre che per la sua predisposizione a sfornare incisi melodici, puliti ed accattivanti.
La povertà avvilente del master e del mixaggio, tipica dei tape a basso budget della scena di Chicago dove tanti artisti registrano in studi improvvisati, non impedisce tuttavia al tape di brillare di luce propria malgrado l’apparente pesantezza delle sue 24 tracce. Il momento più bello giunge alla fine, con la closer “Brothers” di L’A Capone, sulla quale compare anche Lil Durk. Il pezzo, marcato da un onnipresente autotune, scorre lento su una malinconica e disillusa strumentale, resa ancor più emozionante dal lamento di L’A, che realizza quasi profeticamente la sua condizione con un laconico “I guess I’m caught in the mix”, senza lasciar spazio a interpretazioni su una realtà dilaniata da un’assurda violenza che tutt’ora miete migliaia di vittime.
Per gli appassionati della scena di Chicago questi ragazzi non saranno una novità, ma per i neofiti del genere saranno senz’altro una piacevole sorpresa. In L’A We Trust è una collezione degna del nome che porta, energica e giovanile ma con momenti di consumata tristezza e condita da un’ottima beat selection. Levata l’unica pecca della pessima qualità del suono, senza la quale sarebbe stato consacrabile a progetto di quasi prima fascia, siamo indubbiamente davanti alla migliore release drill che questo sinora avaro 2014 ci abbia offerto. E se L’A fosse stato ancora su questa Terra…

Patrizio Corda

Team 600
In L’A We Trust

Tipo: Mixtape
Label: Self-Released
Tracce: 24

Team 600 – In L’A We Trust

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About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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