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Recensioni

Taraf de Haïdouks & Kočani Orkestar

Annalisa Nicastro

La tradizione musicale balcanica quella del grande ritmo che ti trascina, riesce anche in Band Of Gypsies 2 a non lasciarti indifferente, ti contagia e quasi ti stordisce con la propria vitalità, ti lasci contagiare dal ritmo e inizi a ballare senza fine

Siete curiosi di sapere cosa succede quando due mostri sacri della musica balcanica si incontrano? Allora alzate il volume e ascoltate Band of Gypsies 2 dei Taraf de Haïdouks (letteralmente “la banda dei briganti d’onore”) e la Kočani Orkestar. L’album, uscito in questi giorni e distribuito in Italia da Materiali Sonori, è stato voluto fortemente dai Taraf de Haïdouks per celebrare i venti anni di attività musicale del gruppo che viene da Clejani, un piccolissimo villaggio romeno.
Il progetto è ambizioso i 13 musicisti Taraf si sono uniti con i 13 macedoni della Kočani Orkestar dando vita ad una vera e propria Balkan Big Band.
Il nome che si sono dati, Band Of Gypsies, è un chiaro riferimento a quello che è stato la pietra miliare dei Taraf de Haïdouks, ovvero il loro album del 2001. Questo nuovo album è composto interamente da un repertorio di nuovi pezzi, arrangiati e suonati da un’orchestra di ben 26 elementi.
La cosa che ha sempre affascinato dei Balcani è la commistione di sonorità diverse dovute all’alternarsi delle influenze culturali che la popolazione del luogo ha subito nel corso di secoli di dominazioni, anche gli strumenti sono il frutto della storia di questa terra.
La stessa cosa accade nell’incontro tra questi 2 gruppi, malgrado parlino una diversa lingua e seguano ognuno la propria fede religiosa, riescono a comunicare nel migliore dei modi attraverso la musica: i violini suonati velocemente, le improvvisazioni sul cymbalon, i ritmi vorticosi dati dal contrabbasso dei Taraf interagiscono a meraviglia con gli ottoni e le percussioni dell’imponente Kočani Orkestar, che scandisce il ritmo con impennate di tromba e sassofono e con cinguettii frenetici di clarinetto.
Tutte le canzoni dell’album legano insieme elementi che arrivano da tutti i Balcani: dalla Romania, alla Macedonia alla Serbia passando per la Bulgaria e Turchia, mescolando tra loro diversi generi musicali: il pop con le ballate medievali, influenze indiane con elementi presi dalla cultura ebraica, greca, ecc ecc
Oltre a questo bisogna considerare che in tanti anni di carriera i due gruppi hanno visto alternarsi nella loro line up varie generazioni di suonatori e cantanti, questo processo assicura sempre un’innovazione dei brani e una ventata di aria fresca nel repertorio.
La tradizione musicale balcanica quella del grande ritmo che ti trascina, riesce anche in questo album a non lasciarti indifferente, ti contagia e quasi ti stordisce con la propria vitalità, ti lasci contagiare dal ritmo e inizi a ballare senza fine.

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Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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